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‘La politica dei grandi eventi è fallita’, Marzano scrive all’assessore Sommese e boccia la Regione

23 / 10 / 2014

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Redazione

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“Il fallimento della politica dei Grandi Eventi”. È così che Francesco Marzano, vice presidente e responsabile Turismo di Pmi Campania, titola la lettera inviata all’assessore regionale al Turismo Pasquale Sommese, in cui descrive come la politica regionale di finanziare esclusivamente i cosiddetti ‘Grandi eventi’ “difficilmente riesce ad attirare turisti, anche se nelle schede di progettazione dell’evento stesso si fa espressamente riferimento a destagionalizzazione e beneficio sulle presenze ed arrivi alberghieri”. Marzano, facendosi portavoce di Pmi, suggerisce inoltre le 4 condizioni essenziali per il successo di un evento, cosa che puntualmente non avviene per quelli finanziati dalla Regione: “In primis è necessario che alla base dell’iniziativa ci sia una precisa strategia di marketing. In questo senso, è prioritario chiarire le tipologie di persone cui l’evento è rivolto, comprenderne le esigenze,  e progettare il “format” per soddisfarle al meglio. Si tratta di definire i contenuti principali della manifestazione, i soggetti coinvolti, i luoghi di svolgimento, i messaggi, i valori che si vogliono trasmettere, le attività “complementari” utili per arricchire i benefici percepiti dagli utenti. Le scelte su questi punti devono prestare molta attenzione anche alle caratteristiche di eventuali “offerte” concorrenti. Una comunicazione efficace rappresenta la seconda basilare condizione di successo. Modalità e contenuti della comunicazione vanno differenziati in relazione alla fase del ciclo di vita in cui l’evento si trova. Essa assume particolare delicatezza per le iniziative nuove, collocate in “mercati” già abbastanza affollati: esempio evidente a riguardo, il caso dei festival musicali nei mesi estivi. Un terzo elemento su cui occorre lavorare con grande intensità è la “preparazione” del territorio  e dei suoi attori. Tale “preparazione” riguarda le condizioni “logistico-ricettive”, da cui dipende non solo una parte significativa del beneficio percepito dagli utenti, ma anche molto del più generale impatto socio-ambientale prodotto dall’iniziativa. Concerne poi gli attori della filiera turistica e in primo luogo coloro che gestiscono l’offerta ricettiva, affinché la adeguino alle esigenze qualitative e quantitative della domanda target. Riguarda, infine, tutta la comunità locale che, soprattutto nel caso delle manifestazioni “di massa” possono dover sopportare alcuni effetti negativi. Occorre agire affinché il “Grande Evento” generi vantaggi strutturali per il territorio. Bisogna comprendere le “esternalità” che esso produce, al fine di valutarne la capacità di generare un valore netto positivo non solo per i soggetti promotori ma anche per tutto il territorio ospitante, e, non solo nell’immediato, ma soprattutto di lungo termine. La gestione di un evento deve essere, quindi un processo che dura anche “oltre” l’evento stesso, rendendolo nel tempo il perno dello sviluppo di risorse materiali e immateriali di tutto il territorio ospitante”. Infine una chiosa finale che boccia l’attuale sistema e che invita ad ascoltare le proposte degli esperti del settore: “Il modello attuale è vecchio. Ma per cambiare e, soprattutto, per cambiare in modo adeguato, bisogna sapere ascoltare, cosa che da noi accade di rado. È necessario ascoltare non solo il Turista, ma anche le Imprese e quelli che riescono a proporre manifestazioni misurabili in termini di presenze ed arrivi e soprattutto non finanziando i soliti eventi cosiddetti culturali o canori, i cui i benefici restano sempre  sconosciuti ai più”.

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