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13 medici dell'ospedale e dell'Asl di Caserta rischiano maxi risarcimento da 900mila euro. La Corte dei Conti (per ora) li salva

05 / 09 / 2014

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Giuseppe Perrotta

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Una sentenza che si potrebbe definire storica quella emessa questa mattina dalla Corte dei Conti della Campania nel procedimento a carico di 13 medici dell'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta e dell'Asl di Caserta indagati nello scandalo intramoenia a seguito di un'inchiesta della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese (molti professionisti sono residenti nell'area matesina). 

Gli indagati sono Fabrizio Ferraiuolo (difeso dagli avvocati Gianluigi D'Amore e Antonio Santillo), Luigi Bergamin (difeso dall'avvocato Salvatore Scala), Giovanni Di Tommaso (difeso dall'avvocato Luigi Adinolfi), Giovanni Italiano (difeso dagli avvocati Giuseppe Di Fratta e Paolo Falco), Alfonso Marra (difeso dagli avvocati Amedeo e Angelo Insero), Antonino Puorto (difeso dagli avvocati Giuseppe Cecere e Giuseppe Pacifico), Giuseppe Mastrobuono (difeso dagli avvocati Pietro Ronga e Luigi Battaglino), Antonio Pontieri (difeso dagli avvocati Leda Rossetti e Francesco Pontieri), Angelantonio Caso (difeso dall'avvocato Adele Ferraro), Armando Volpe (difeso dall'avvocato Fabrizio Perla) e Stefano Mennillo (difeso dagli avvocati Antonio, Eduardo ed Alessandro Romano), Guido Pane e Francesco Della Corte (che però non si sono costituiti in giudizio). 

La sezione presieduta da Fiorenzo Santoro (Massimo Baletrieri primo referendario, Marzia De Falco relatore) doveva decidere sulla citazione dei 13 medici per un danno erariale a carico di ospedale ed azienda sanitaria di Caserta di circa 900mila euro per aver svolto «attività libero-professionale al di fuori della struttura pubblica di appartenenza in violazione dei limiti e dei divieti posti dalla normativa in tema di professione medica in regime di 'intramoenia allargata'». Nell'inchiesta era coinvolto anche Luigi Annunziata, ex direttore generale dell'ospedale civile di Caserta, poi deceduto. Nel corso del dibattimento, gli avvocati Giuseppe Di Fratta ed Angelo Insero hanno chiesto che il procedimento della Corte dei Conti venisse sospeso in attesa della definizione del procedimento penale (nelle prossime settimane inizierà il processo dibattimentale). E proprio questa tesi è stata accolta dalla Corte dei Conti che ha sentenziato: «La statuizione in ordine alla sussistenza del danno erariale ipotizzato dalla Procura quale causalmente riconducibile alla fattispecie presuppone specifici accertamenti sui fatti che costituiranno oggetto di accertamento in sede penale. Pertanto, onde evitare contrastanti statuizioni in punto di fatto, appare opportuno sospendere il procedimento sino alla conclusione del giudizio penale di primo grado».

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