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30 INDAGATI Rubate le passsword di conti correnti e postepay

26 / 06 / 2018

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Antonio Bruno

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Sono trenta le persone iscritte nel registro degli indagati per una maxi frode informatica che avrebbe permesso ad alcune persone grazie all’acquisizione dei codici di accedere a conti.

La scorsa settimana sono scattate diverse perquisizioni tra il litorale domizio, la provincia di Napoli e la zona di Marcianise. Le perone indagate sono:

Salvatore Bianco (1962, Giugliano);

Luigi Castiglia (1989, Castel Volturno);

Pierluigi Clarelli (1990, Castel Volturno);

Giacomo Clarelli (1998, Castel Volturno);

Mario Clarelli (1987, Castel Volturno);

Michele Comando (1973, Marcianise);

Carmine Costanzo (1954, Castel Volturno);

Pasquale Chiariello (1989, Sant’Antimo);

Antonietta Caiazzo (1980, Sant’Antimo);

Jercan Alexandra Claudia (1989, Isernia);

Benedetto Dell’Aversano (1995, Castel Volturno);

Emanuele De Simone (1997, Volla);

Rosalia Di Bello (1942, Castel Volturno);

Giuseppe Cocice (1996, Castel Volturno);

Teresa Emmausso (1982, Sant’Antimo);

Massimo Fico (1981, Napoli);

Manuel Fico (1991, Mugnano);

Mariano Notte (1990, Isernia);

Raffaele Orabona (1989, Villa Literno);

Raffaele Palmiero (1973, Marcianise);

Francesco Tammaro Ruggieri (1963, Villa Literno);

Giuseppe Ruggieri (1984, Aversa);

Roberto D’Alessandro (1984, Castel Volturno);

Pasquale Rennella (1962, Castel Volturno);

Francesco Ruggiero (1962, Parete);

Tammaro Terracciano (1972, Castel Volturno);

Giuseppe Trugli (1963, Castel Volturno);

Pietro Carlino (1972, Mondragone);

Giorgio Salmini (1968, Giugliano);

Vincenzo Leopoldo (1964, Napoli).

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine alcuni degli indagati, attraverso il cambio della compagnia telefonica riuscivano a farsi inviare il necessario per recuperare le credenziali ai conti correnti di postepay e conti postali.

Diverse le denunce arrivate da diverse zone di Italia da parte di ignari utenti che in alcuni casi si sono visti svuotare il conto: secondo le indagini in un caso sono stati sottratti addirittura 70mila euro. Si indaga anche su un negozio di telefonia che poteva contare sulla disponibilità di schede.

 

 

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