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MAXI-SEQUESTRO | Confiscati conti correnti, case e negozi all' imprenditore dei rifiuti Alberto Di Nardi

24 / 10 / 2018

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Redazione

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Ancora un sequestro all' imprenditore dei rifiuti Alberto Di Nardi. Sono stati sequestrati dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, su richiesta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, altri beni (case, negozi e conti correnti) per un valore complessivo di 4 milioni di euro nei confronti dell'ex manager della Dhi, la società che si occupa della raccolta rifiuti in diversi comuni della provincia di Caserta. Di Nardi è stato l'imprenditore che ha permesso con le sue dichiarazioni di svelare i rapporti corruttivi esistenti tra alcuni imprenditori, sindaci e funzionari pubblici.

IL SEQUESTRO - La misura cautelare odierna fa seguito ad altri due sequestri operati nel 2017 sempre nei confronti della DHI per precedenti ed analoghi reati tributari. L’adozione del sequestro preventivo di beni è intervenuta a seguito di indagini delegate alla Guardia di Finanza che hanno consentito di accertare che la società aveva omesso il prescritto versamento di ritenute fiscali certificate, nonché dell’Iva anche per gli anni di imposta dal 2014 al 2016, in attuazione di un disegno criminoso che ha determinato nel tempo un ingente evasione fiscale. 

Considerati gli elementi indiziari raccolti nel corso dell’attività investigativa, la Procura in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione della “confisca per equivalente” ha nuovamente avanzato richiesta di sequestro dei beni fino all’ammontare delle imposte evase al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dall’evasione. Il gip ha disposto quindi il sequestro preventivo delle disponibilità liquide della società e, per equivalente, dei beni nella disponibilità dei suoi amministrator pro-tempore fino al valore delle imposte complessivamente evase stimato in oltre 4 milioni di euro.

Nel corso dell’esecuzione del decreto sono state inizialmente sequestrare le risorse finanziarie liquide presenti nei conti bancari societari per oltre 380.000 euro e successivamente sono stati aggrediti i beni personali degli indagati.

In particolare nei confronti di Alberto Di Nardi, legale rappresentante della DHI fino al 7 marzo 2016, sono stati sequestrati beni immobili che lo stesso aveva conferito nel 2015 nel trust “Black Hole”, avente quale beneficiario il proprio figlio, e quale trustee (ossia amministratore del trust) il presidente del collegio sindacale della DHI.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno consentito di dimostrare un evidente abuso dello strumento giuridico del trust, atteso che i beni conferiti sono rimasti comunque nella disponibilità di fatto del settor (disponente) Alberto Di Nardi, che in questo modo aveva solo formalmente trasferito nel trust i beni personali con l’evidente scopo di schermare tramite un soggetto interposto il suo patrimonio proprio al fine di eludere l’esecuzione delle misure cautelari che avrebbero potuto essere emesse a suoi carico a fronte dei rati tributari per cui era stato ed è tutt’ora indagato.

La Guardia di Finanza ha inoltre sequestrato i beni nella disponibilità dei rappresentanti legali che sono subentrati ad Alberto Di Nardi, ovvero Pasquale Lagnese (con riferimento al periodo di imposta 2015) e Alessandro Di Nardi, padre di Alberto (con riferimento al periodo di imposta 2016).

Pertanto il nucleo di polizia economica-finanziaria di Caserta ha sottoposto a vincolo cautelare tre appartamenti, un locale commerciale, un ufficio, un’autovettura, pacchetti azionari di due società e rapporti finanziari per un valore complessivo di un milione e 800mila euro.

 

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