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Abolita l'autorizzazione paesaggistica per gli stabilimenti. Barretta: "Ora limare la legge Galasso"

28 / 03 / 2017

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Giuseppe Perrotta

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Una svolta importante, la prima in un settore, come quello balneare, che da tempo aspetta nuove leggi che possano permette investimenti importanti. Si tratta della legge numero 31 del 13 febbraio 2017 riguardante il ‘Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” che entrerà in vigore il prossimo 6 aprile. Un provvedimento che permetterà nuovi interventi edilizi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, come le spiagge, senza il parere obbligatorio della Soprintendenza. Di fatto viene abolita l’autorizzazione paesaggistica per gli stabilimenti balneari. Una svolta importante anche per il litorale domizio che è stato accolto con soddisfazione dal sindaco di Cellole Angelo Barretta che non ha perso tempo ed ha convocato per venerdì una riunione in Comune coi 32 imprenditori balneari che lavorano lungo i 5,8 km di costa di Baia Domizia che ricadono nel territorio da lui amministrato.

Sindaco Barretta, la nuova procedura autorizzatoria semplificata è una buona notizia per gli imprenditori di Baia Domizia.

“Assolutamente. E non solo per il nostro pezzo di litorale. Questa legge darà l’opportunità di avviare e velocizzare interventi sulle spiagge sempre nel rispetto delle regole vigenti. Ma è normale che in questo modo si riducono i tempi delle autorizzazioni e degli interventi…”.

Ci possiamo attendere investimenti e novità già dalla prossima estate a Baia Domizia? 

“Credo proprio di sì. Anche per questo motivo ho già convocato tutti gli imprenditori per renderli edotti della novità e chiarire anche i limiti degli interventi”.

Quali saranno?

“La possibilità di rinnovare e riqualificare gli stabilimenti attraverso strutture che possano essere rimosse dopo la stagione estiva, senza deturpare il territorio e senza speculazioni”.

Anche perché restano ancora i paletti della legge Galasso del 1985.

“Una legge di 32 anni fa che, oggi, purtroppo frena molti investimenti, visto che vieta qualsiasi edificazione in assenza di un piano paesistico”.

Un piano al quale dovrebbe mettere mano la Regione. Ne ha avuto modo di parlare col governatore De Luca?

“Quando l’ho incontrato sono stato chiaro: sono convinto che il litorale domizio per essere realmente rilanciato e per diventare, così come lo stesso De Luca dichiarò in campagna elettorale, l’Emilia Romagna del Sud, abbia bisogno più di un piano paesistico che di finanziamenti”.

Sarebbe il primo sindaco a rifiutare finanziamenti…

“Se li fanno arrivare meglio ancora, ma io ho un pensiero chiaro. Con l’approvazione di un piano paesistico ci sarebbe l’opportunità di riqualificare tutta la zona fino alla Domiziana, divenuta, proprio a causa della legge Galasso, una sorta di baraccopoli che, oggi, al Comune, crea più problemi, e costi, che altro…”.

Lei quindi sarebbe convinto che limando la legge Galasso, gli imprenditori sarebbero spronati ad investire sul territorio?

“Certamente. Senza fare alcuna speculazione sul territorio, rispettando la pineta e la macchia mediterranea, potremo ragionare su investimenti importanti, che potrebbero davvero trasformare il litorale domizio”.

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