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Aiutano il boss a nascondersi, marito e moglie arrestati con figlia e nipote

03 / 06 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Una intera famiglia è finita in carcere con l'accusa di aver favorito la latitanza del superboss dei casalesi Antonio Iovine, storica primula rossa del clan, arrestato il 17 novembre del 2010. Si tratta di Angelo Borrata, di Casal di Principe (Caserta), 45 anni, di sua moglie Angelina Manfredi, 43 anni, della figlia Maria Borrata, 24enne, e della nipote Benedetta Borrata, 23 anni. Secondo gli elementi raccolti dalla Dda di Napoli, i Borrata si incontravano periodicamente con Iovine, lo ospitavano nelle proprie abitazioni, provvedevano alle sue esigenze, consentendogli così di continuare a esercitare la sua influenza criminale. Iovine, latitante dal 1995, fu arrestato proprio nell'abitazione di uno dei Borrata, Marco, padre di Benedetta, per il quale si era proceduto subito all'arresto. L'uomo è stato già condannato a quattro anni e otto mesi di carcere. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei suoi familiari sono state eseguite dalla squadra mobile di Napoli in collaborazione con quella di Caserta
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