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PERICOLO TERRORISMO | Arrestato un 22enne del Gambia: voleva lanciare un' auto contro la folla a Napoli. Viveva sul litorale domitio

26 / 04 / 2018

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Redazione

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Progettava un attentato a Napoli ma è stato arrestato prima che potesse mettere in atto il suo folle piano. A finire in manette a Licola, sul litorale domitio, un immigrato del Gambia, Alagie Touray, 22 anni, ospite di un centro di accoglienza a Pozzuoli, fermato su richiesta della Procura di Napoli nell’ambito di un’indagine antiterrorismo condotta congiuntamente da polizia e carabinieri.

Un’auto contro la folla, un attentato terroristico secondo un copione già sperimentato in altre città europee. È quanto emerge dal provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Napoli che ha tratto in arresto il cittadino gambiano. Una circostanza smentita dal presunto terrorista in sede di interrogatorio. L’uomo ha infatti sostenuto di aver respinto il progetto di usare un’auto contro la folla.

A suo carico c’è un video in cui il giovane giura fedeltà al califfo Al Baghdadi. Il video è stato pubblicato su Telegram, e sempre tramite Telegram il 21enne avrebbe ricevuto la richiesta di lanciarsi sulla folla a bordo di un’auto. Sulla stessa chat Touray chiedeva ai confratelli islamici di pregare per lui: «Sono in missione», scriveva. È stato fermato all’uscita della moschea di Licola.

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA - Sulla correlazione, da più parti sottolineata, tra migranti e terrorismo ignorare ancora gli allarmi è soltanto autolesionistico, con dietro l'angolo il rischio per vite umane innocenti".

Lo sostiene il Presidente della Provincia di Caserta, Giorgio MaglIocca (Forza Italia) commentando l'arresto a Napoli del migrante del Gambia sulle cui intenzioni secondo le forze dell'ordine sarebbe emerso il progetto di un attentato.

"La prevenzione non è sufficiente – osserva in una nota – serve a questo punto uno scatto culturale e mi riferisco a chi continua a non voler vedere un pericolo reale che c'è sui nostri territori. Esattamente due anni fa l'Unione Europea si era accorta del fil rouge esistente fra migrazione senza controllo e infiltrazioni terroristiche e aveva inviato super agenti segreti negli hotspot di Italia e Grecia, come rivelato dal colonnello Manuel Navarrete, capo del Centro europeo contro il terrorismo (Ectc). Inutile oggi nascondere il fatto che nella gestione delle frontiere c'è sempre una componente di sicurezza, a maggior ragione dopo la decisione dello Stato islamico di mandare terroristi dalla Siria e dall'Iraq per agire in Europa. Non vedere questo pericolo significa non perseguire la sicurezza dei nostri territori: uno scenario che non possiamo assolutamente permetterci".

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