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ALLARME COLERA | l' ISS conferma la diagnosi per mamma e figlio: il resto della famiglia ricoverati in isolamento

05 / 10 / 2018

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Redazione

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In merito ai due casi di infezione da Vibrio Cholerae registrati a Napoli, le condizioni dei due pazienti, ricoverati presso l’ospedale Cotugno, sono in netto e progressivo miglioramento”. Lo afferma in una nota Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.

Sui campioni prelevati sui due pazienti e inviati all’Istituto Superiore di Sanità per la richiesta di conferma di sierotipizzazione del ceppo, è stata eseguita la sieroagglutinazione con i sieri 01, 0139, Ogawa ed Inaba. Il ceppo è risultato positivo per sierogruppo 01, sierotipo Ogawa. Esito positivo anche per la ricerca, mediante test molecolare, del gene della tossina ctxB. Esami che hanno confermato, quindi, la presenza di un ceppo di colera di tipo epidemico”.

Mamma e figlioletto di 2 anni di Orta di Atella, però, ora sono in ripresa. “Dai test effettuati sui familiari e sui contatti del caso indice - conclude la nota al momento, tutti i campioni sono risultati negativi sia all’esame molecolare che all’esame colturale e, pertanto, possiamo affermare che, ad oggi, non sono stati registrati altri casi di colera in Campania. Ovviamente, i restanti componenti del nucleo familiare, che sono stati a rischio di contagio, restano, in via precauzionale, ricoverati in isolamento e costantemente monitorati”, conclude Giordano"

Come si manifesta il colera

Spiega il direttore scientifico Inmi Spallanzani, Giuseppe Ippolito: "La precoce identificazione dei 2 casi di Napoli evidenzia il ruolo rilevante dalla rete dei reparti di malattie infettive distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano che, attraverso una approccio sindromico, riescono a gestire efficacemente anche patologie inusuali come il colera virtualmente assente da anni sul territorio nazionale".

L'esperto ricorda che il colera è una malattia infettiva batterica causata dal vibrione del colera caratterizzata da vomito e numerose scariche di diarrea con feci acquose e profonda disidratazione. Può portare a morte neonati o anziani che non vengano prontamente reidratati per via orale e/o endovenosa. La presenza di colera in paesi poveri è direttamente associata a un generale stato di povertà e di degrado con carenza di acqua potabile e a inadeguate condizioni sanitarie.

Attualmente nella penisola arabica in Yemen è presente la più grande epidemia di colera al mondo favorita dalla completa assenza di sanità pubblica e dalla guerra civile in atto nel paese ignorata dai mass media italiani. Sono stati segnalati più di 1.100.000 casi e 2.300 morti negli ultimi 14 mesi. In Europa gli ultimi casi risalgono al 2015: uno in Germania e uno in Belgio. Durante l'allarme colera del 1973, l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ricoverò 4 dei 9 casi di colera diagnosticati in Italia e gestì in regime di ricovero circa 3000 persone con diarrea con diversa causa infettiva. 

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