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ALLARME COLERA | Madre e figlioletto ricoverati in ospedale: il piccolo è in rianimazione

03 / 10 / 2018

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Redazione

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Sembrava ormai debellato. Torna invece l’incubo colera. Nella giornata di oggi, presso l'Ospedale Cotugno, sono stati registrati due casi. Il vibrione è stato isolato nelle feci di un piccolo paziente di 2 anni, trasferito dal Santobono, e sulla mamma, rientrati recentemente da un viaggio in Bangladesh e residenti a Sant'Arpino. Immediatamente è stata allertata la Asl competente e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli". Si legge in una nota dell'Azienda Ospedaliera dei Colli su casi di Colera registrati a Napoli all'ospedale Cotugno.

"I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria. Attualmente, entrambi i pazienti sono in condizioni stazionarie. La situazione è del tutto sotto controllo" ha detto Antonio Giordano, commissario straordinario dell'Azienda Ospedaliera dei Colli Monaldi - Cotugno - CTO.

"Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea profusa causata dall'infezione dell'intestino e, spesso, è asintomatica o paucisintomatica. La trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali. L'incubazione varia da 1 a 5 giorni e la malattia si manifesta con diarrea improvvisa e forte vomito che portano a una rapida disidratazione" ha concluso la nota dell'Azienda Ospedaliera dei Colli su casi di Colera registrati a Napoli all'ospedale Cotugno.

Le condizioni della donna non destano alcuna preoccupazione. Più serie quelle del bimbo, che - trasferito al Cotugno dall'ospedale pediatrico Santobono - è stato ricoverato fino a stamattina in rianimazione.

Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea causata dall'infezione dell'intestino: la trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o alimenti contaminati dal batterio, mentre il contagio diretto avviene per trasmissione oro-fecale ed è molto raro in condizioni igienico-sanitarie normali.

L'incubazione varia da uno a cinque giorni e la malattia si manifesta con diarrea e vomito che portano a una rapida disidratazione

 

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