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Allarme sicurezza a Caserta, i sindacati di Polizia in rivolta avviano la mobilitazione ad oltranza

28 / 08 / 2014

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Redazione

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Prosegue la protesta dei sindacati della Polizia di Stato casertani, in rivolta per mantenere costante la tutela della sicurezza dei cittadini seriamente a rischio. A dirlo la quasi totalità dei sindacati di Polizia: Siulp, Siap, Silp, Ugl, Coisp, Consap, Uil, rappresentati dai segretari provinciali Zini, Iannotta, Caiazzo, Di Domenico, Trematerra, Rotunno, Cammarano, che questa mattina hanno nuovamente incontrato il Questore di Caserta Giuseppe Gualtieri confermando la loro protesta sindacale. Difatti, nonostante le condizioni lavorative e il disagio professionale dei poliziotti stiano raggiungendo livelli sempre più insostenibili (contesti operativi sempre più difficili, con mezzi obsoleti e manutenzioni pressoché inesistenti, mancanza di capi di vestiario, strutture fatiscenti e sporche, blocco del turnover ed età media del personale sempre più elevata, paventata chiusura di Presidi di Polizia come il Reparto a Cavallo e Polizia Postale di Caserta ed il Posto Polfer di Cancello Scalo,  incapacità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza di garantire concorsi interni come avviene nelle altre amministrazioni del comparto), si continua a mortificare un’intera categoria con blocchi degli stipendi e scatti d’anzianità che perdurano ormai da troppi anni, impoverendo un’intera categoria di lavoratori. A tutto questo si aggiunga un'allarmante assenza di strategia sulla sicurezza: c'è uno smodato ricorso a pratiche emergenziali, come la gestione dei fenomeni di immigrazione e come l'approccio all'ordine pubblico. Inoltre, mancano: protocolli operativi in casi di interventi rischiosi, strumenti idonei nei servizi di controllo del territorio e di Ordine Pubblico oltre ad una tutela legale ed assicurativa. Questa mattina i sindacati hanno consegnato un documento al questore con il quale, in segno di protesta, revocano gli accordi stipulati in passato i quali permettevano, al fine di sopperire alla mancanza cronica di personale, l’impiego dei poliziotti nei servizi di ordine pubblico con orari difformi ed anomali che comportavano grossi sacrifici personali e familiari.

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