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BUSINESS DELL'ACCOGLIENZA | 25 indagati: coinvolto ex sindaco ed ex consigliere comunale casertano

23 / 10 / 2019

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Redazione

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Truffa sull’accoglienza dei migranti, 25 indagati. Coinvolti sindaci e imprenditori

Sono state eseguite anche in provincia di Caserta le 18 misure cautelari nell’ambito della maxi operazione che dalle prime luci dell'alba di questa mattina stanno portando avanti gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e della Questura di Frosinone, su disposizione del Gip presso il Tribunale di Cassino, nei confronti di appartenenti a due sodalizi criminali attivi nel settore dell’accoglienza ai migranti.

Nell’inchiesta vi sono 25 indagati, oltre 3 milioni di euro invece il valore dei beni patrimoniali posti sotto sequestro.

Le indagini coordinata dal Procuratore Capo di Cassino Luciano d’Emmanuele e dal Sostituto Procuratore Alfredo Mattei hanno acceso i riflettori su un articolato sistema di frode che, anche grazie alla corruzione di pubblici ufficiali preposti ai controlli e sindaci, ha consentito ai sodali di appropriarsi indebitamente di ingenti somme di denaro.

Truffa sull'accoglienza dei migranti, tra gli indagati un ex consigliere comunale casertano

Sono quattro gli indagati casertani nell’inchiesta della Procura di Cassino.

Nelle carte dell’inchiesta, che ha portato al blitz questa mattina degli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e della Questura di Frosinone tra la provincia ciociara, Caserta, Isernia, Latina e Rieti, figura tra gli indagati l’ex consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere Martino Valiante.

Assieme al 58enne ex membro del Consiglio sammaritano ci sono tra gli indagati anche l'ex sindaco di Rocca D’Evandro Angelo Marrocco, 69 anni, Ornella Romanelli, 63 anni residente a Rocca D’Evandro, Giuseppe D’Errico, 40 anni di Caserta e residente a Casagiove.

I NOMI DEGLI INDAGATI

Paolo Aristide Aristipini, 48 anni di Cervaro (FR); Katia Risi, 44 anni di Cervaro; Bruno Vincenzo Scittarelli, 70 anni di Cervaro; Lucia Risi, 37 anni di Sora (FR); Daniele Scittarelli, 37 anni di Cassino (FR); Daniele Quadrini, 48 anni di Sora; Michele Murante, 70 anni di Poggio Mirteto (IS); Alessandro Pieroncini, 36 anni di Poggio Mirteto; Modesto Mario Della Rosa, 60 anni di San Giorgio a Liri (FR); Massimiliano Terrezza, 43 anni di San Giorgio a Liri; Simone Di Nallo, 42 anni di Cervaro; Giuseppe Di Pilla, 67 anni di Sant’Agapito (IS); Salvatore Maddaloni, 63 anni di Sant’Agapito; Francesco Mosillo, 37 anni di Cassino; Lucio Secondino, 45 anni di Cassino; Dino Secondino, 45 anni di Cassino; Michele De Rosa, 36 anni di Cassino;  Luca Imondi, 38 anni di Cassino; Valentina Tomassi, 35 anni di Cassino; Salvatote Secondino, 75 anni di Cassino.

Truffa sui migranti, festa di compleanno e lavori alla villa pagati con i soldi dello Sprar

La truffa sui contributi 

L’inchiesta ha accertato le condotte criminose poste in essere dagli indagati, quali l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e relative all’ottenimento di rimborsi non dovuti, frode nella fornitura di servizi ai rifugiati e richiesta di rimborso rette per rifugiati non più presenti sul territorio nazionale, e individuati ulteriori soggetti ad essi collegati. Le indagini di Finanza e Squadra Mobile hanno rilevato anche un caso di corruzione di un funzionario addetto alla rendicontazione del servizio SPRAR per la percezione di contributi per costi mai sostenuti. Nell’ambito dei controlli documentali emergeva, in alcuni casi, la doppia annotazione nei registri di rendicontazione di costi sostenuti da Cooperative per il servizio SPRAR. e la doppia percezione di contributi per il pagamento di personale dipendente delle Cooperative sia dello SPRAR, nonché un doppio utilizzo dell’IVA, portata sia in detrazione che rimborsata. Sono state acclarate precise responsabilità a carico dei legali rappresentanti e soci di n.3 cooperative dalle quali è emerso un vero e proprio sistema basato sull’illecito e indebito rapporto tra il responsabile dell’ufficio rendicontazione del servizio SPRAR. e i responsabili di due cooperative ramificate nei territori delle province di Frosinone, Caserta e Isernia. In un caso, è stato rilevato che a fronte dell’intervento di un pubblico ufficiale era stata prospettata, quale compenso, l’assunzione del figlio, cosa che poi è regolarmente avvenuta.

Festa e villa pagate con i soldi dello SPRAR

E’ stato riscontrato che, nel tempo, il sistema di rendicontazione dei costi comprendeva anche spese che con gli immigrati non avevano nulla a che fare, come nel caso di quelle sostenute per l’organizzazione della festa per il diciottesimo compleanno del figlio di un responsabile e confluite nella contabilità del servizio SPRAR quale costo sostenuto per la realizzazione di una manifestazione finalizzata all’integrazione dei migranti ospiti. Sempre a carico del servizio SPRAR sono state poste anche delle spese di ristrutturazione della villa, con annesso campo da tennis, di proprietà di un responsabile della cooperativa coinvolta.

Gli affidamenti illegali e le assunzioni del sindaco

Per quanto concerne il servizio di affidamento dei servizi da parte di alcuni Comuni siti nelle province di Isernia, Caserta e Frosinone, è stato rilevato che questo avveniva senza alcuna procedura ad evidenza pubblica ed emergeva, altresì, che il sindaco di un comune coinvolto era riuscito ad ottenere quale “compenso” l’assunzione di familiari e conoscenti, pretendendo, in alcune circostanze, anche un aumento di stipendio per una persona di suo interesse. Le indagini svolte, hanno permesso di appurare che le cooperative erano giunte a una sorta di patto “di non concorrenza” con il quale si erano spartite il territorio ove operavano. Illuminante in tal caso è la circostanza in cui, innanzi al tentativo di “infiltrazione” da parte di un’altra cooperativa, veniva rilevato l’intervento del sindaco che, con minacce più o meno velate, costringeva la proprietaria dell’immobile che doveva essere adibito a residenza degli immigrati a rescindere il contratto di locazione già stipulato e registrato.

Responsabili in Suv, migranti tra sporco e blatte

Nel corso delle indagini venivano accertati casi di pagamento di rette per migranti non più presenti sul territorio italiano e il subappalto di vitto e alloggio a un centro fatiscente ad un prezzo risultato essere inferiore a 1/3 di quello versato dalla Prefettura, ottenendo in tal modo un indebito guadagno. Nell’ambito delle perquisizioni veniva rilevato lo stato dei luoghi altamente fatiscente con ambienti sporchi e blatte all’interno delle cucine, ma la mala gestione di questi centri di accoglienza aveva invece consentito ai responsabili di questi, di utilizzare automobili di lusso, quali due SUV della BMW modello X1 e X3, acquistati in leasing dalla cooperativa stessa.

I sequestri per 3 milioni di euro

All’esito delle indagini di polizia giudiziaria il Gip del Tribunale di Cassino, su richiesta del Sostituto Procuratore Alfredo Mattei, ha emesso un’ordinanza di applicazione di 18 misure cautelari personali, di cui 11 relative all’obbligo di presentazione alla polizia e 7 relative al divieto di esercitare attività imprenditoriali, disponendo inoltre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente di beni per un importo pari a circa 3 milioni di euro.



 



 

 



 

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