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TERREMOTO AL COMUNE | Dopo la giunta, dimissioni del sindaco Velardi

04 / 10 / 2019

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Redazione

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Antonello Velardi si dimette dopo l’approvazione del Puc in giunta avvenuta nella notte. E’ lui stesso a ufficializzarlo, non aspettando neppure la mozione di sfiducia, dopo le dimissioni anche della giunta.

Ho rassegnato poco fa le dimissioni da sindaco di Marcianise. Ho inviato la comunicazione al Segretario generale e, per conoscenza, al presidente del Consiglio comunale. Le mie dimissioni fanno seguito a quelle irrevocabili, protocollate stamattina, presentate da tutti gli assessori della mia giunta. Resto in carica, per un periodo a termine, per il disbrigo delle pratiche di ordinaria amministrazione.

Ho deciso di dimettermi dopo la mozione di sfiducia presentata da tutti i consiglieri comunali di opposizione e da cinque consiglieri di maggioranza, eletti con la mia coalizione. Nel documento mi viene contestata l’attività amministrativa fin qui svolta. Di tale mozione si discuterà nel prossimo consiglio comunale, convocato per lunedì 14 ottobre.

Ringrazio molto tutti gli assessori che mi hanno supportato egregiamente in questi tre anni di attività e che, con me, hanno operato con il solo obiettivo di favorire la crescita della città. Ringrazio i consiglieri comunali, quelli che non mi hanno mai voluto far mancare il loro sostegno. Ringrazio i dipendenti del Comune di Marcianise, che ho sottoposto a molti stress per i miei ritmi di lavoro infernali. E ringrazio tutti i cittadini che mi hanno espresso il loro apprezzamento: sono stati splendidi.

Mi scuso con tutti per le molte cose che non sono riuscito a realizzare, ma posso assicurare di averci sempre provato. Ritengo di aver fatto molto, in questi tre anni, con tutti i limiti che mi riconosco: ma non sono un robot, sono semplicemente una persona. Chiedo perciò almeno di giustificarmi, non di assolvermi. Marcianise ha giustificato tutti quelli che negli anni l’hanno fatta precipitare nel baratro dove l’ho trovata: chiedo ora di essere giustificato io per non essere stato un robot e non aver risolto improvvisamente e completamente tutti i problemi della città, con la bacchetta magica. Credo di non chiedere molto. Io ce l’ho messa tutta e sono orgoglioso di aver agito solo nell’interesse della città e solo ascoltando la mia coscienza.

Finalmente potrò tirare il fiato e cercare un po’ di riposo: la vita per me era diventata un inferno. Un caro saluto a tutti.”

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