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CAMORRA & AFFARI | I Diana membri del 'cerchio magico': versavano al clan 4500 euro l' anno

16 / 01 / 2019

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Redazione

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Gli imprenditori antimafia Armando, Nicola e Antonio Diana, arrestati ieri con l’accusa di essere vicini al clan dei Casalesi, facevano parte del cosiddetto “cerchio magico, nel quale c’erano gli imprenditori per i quali il boss Michele Zagaria avrebbe potuto scatenare una guerra”. 

A riferirlo, nel corso di un interrogatorio reso il 5 febbraio del 2016, e’ Massimiliano Caterino, il primo collaboratore di giustizia a parlare del boss, per lungo tempo suo uomo di fiducia in quanto incaricato di “difendere le ragioni degli imprenditori amici di Zagaria, che si trovavano ad operare in zone di influenza di altre famiglie del clan o addirittura di altri clan”.

Massimiliano Caterino parla anche degli “ottimi rapporti” tra la famiglia Zagaria e Armando, Nicola e Antonio Diana e dei contributi versati nelle casse del clan. “Mi recavo periodicamente, precisamente tre volte all’anno…a ritirare i soldi che i Diana versavano a Michele Zagaria. Si trattava generalmente di una somma che ricordo all’ammontare a circa 15mila euro che io provvedevo a consegnare a Zagaria Michele”. 

Zagaria perorava le ragioni di questi imprenditori, spiega Caterino: "Si trattava dl imprenditori per i quali ZAGARIA era di fatto un socio, non nel senso che conferiva denaro ma poteva a disposizione dell'imprenditoriale la propria forza di intimidazione in cambio di somme di denaro. Questi imprenditori, avevano un loro rapporto finanziario diretto con lo ZAGARIA ma comunque dovevano versare una cifra fissa in quanto occorreva comunque fare fronte alle spese fisse del clan ( stipendi, avvocati, ecc. ) e a tali spese si faceva fronte, per fare l'esempio dei DIANA, con quei versamenti periodici che erano però solo una parte della contribuzione che l'imprenditore versava allo ZAGARIA in cambio dell'appoggio che quest'ultimo offriva loro e di cui la vicenda di cui sto parlando relativa ai DIANA è esempio calzante. Questo che ho appena rappresentato jr la vera grande intuizione di ZAGARIA Michele che, prendendo spunto dalle "prassi" instaurate da Antonio BARBELLINO, comprese l'importanza degli imprenditori. Fu proprio questo sistema di ZAGARIA Michele che gli valse l'invidia più o meno repressa, soprattutto della famiglia SCHIAVONE. Circa tale sistema, un vero ausilio e maestro per lo ZAGARIA era stato BENEDUCE Alberto, persona poi uccisa e a cui ZAGARIA era visceralmente legato per cui addirittura, dopo l'omicidio del BENEDUCE, lo ZAGARIA per i due anni successivi ha indossato una maglia nera in segno di lutto."

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