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LA CONFESSIONE | Diana: "Ho consegnato somme di denaro personalmente a Michele Zagaria"

17 / 01 / 2019

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Redazione

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Gli imprenditori antimafia Armando, Nicola e Antonio Diana, arrestati con l’accusa di essere vicini al clan dei Casalesi, facevano parte del cosiddetto “cerchio magico, nel quale c’erano gli imprenditori per i quali il boss Michele Zagaria. 

In data 26.02.2016 si presentava spontaneamente al PM Nicola Diana il quale rendeva dichiarazioni circa l'attività imprenditoriale propria, del fratello Antonio e dello zio Diana Armando. Come è ovvio che sia Diana Nicola escludeva qualunque rapporto con il clan dei Casalesi e segnatamente con la fazione Zagaria ed ha anzi rappresentato che sia lui che il fratello Antonio, come tutta la loro famiglia, hanno sempre assunto un ruolo schierato nettamente a favore della legalità tanto da essersi costituiti parte civile nel processo dell'omicidio del padre Diana Mario e successivamente di avere costituito una fondazione per onorare la memoria del padre Diana Mario con la quale finanziano progetti costituiti da borse di studio nonché ha rimarcato l'assunzione di figli di vittime della criminalità organizzata. Diana Nicola poi, per quanto di specifico interesse, riferiva di aver consegnato somme di denaro a Zagaria Michele, ma che si è trattato di somme versate almeno sino al 2003/2004 per poi precisare che essi si sono protratti sino alla fine del 2009; che tali somme erano pari a circa 30.000,00 curo all'anno, anche specificando quando e a chi consegnavano tali somme, e che, nonostante lo sbandierato impegno per la legalità, mai lui e/o í familiari hanno denunciato tali illecite richieste. Di seguito le dichiarazioni di Diana Nicola rilasciate in data 26.2.2016

...OMISSIS...

Spontaneamente: Ho inteso presentarmi alla S.E, conte peraltro già chiesto nell'esposto denunzia relativo all'ingiunzione di abbattimento rivolto a mia madre CIRILLO Antonietta dal comune di Casapesenna, per poter illustrare alla SV. le dinamiche della mia attività imprenditoriale e rappresentarle quindi la totale estraneità di tale attività a qualche logica di complicità con organizzazioni delinquenziali. E' indubbio che la mia vita e quella di mio fratello gemello Antonio è stata fortemente condizionata dall'omicidio di nostro padre DIANA Mario, omicidio avvenuto il 26.06.1985 in Casapesenna.

Per tale omicidio, vi sono state sentenze di condanna definitive in processo nei quali la mia famiglia si è sempre costituita parte civile. Subito dopo la morte di mio padre. la nostra attività imprenditoriale si è sviluppata attraverso due fasi distinte: una prima fase che si è svolta sino alla metà degli anni 90 nel corso della quale abbiamo in sostanza proseguito il rapporto che mio padre aveva con la società MONTEFIBRE di Acerra. Verso la metà degli anni 90 la MONTEFIBRE ha cambiato politico industriale in quanto ha conservato a se la sola produzione ed ha terziari:uno le attività dei servizi.

La MONTEFIBRE, proprio in virtù del rapporto di fiducia che la legava alla mia famiglia, ha individuato in noi soggetti ai quali affidare alcuni dei servizi terziarizzati e ciò ha costituito ovviamente per noi un motivo di rilevante sviluppo imprenditoriale. Quando parlo "di noi" mi riferisco, oltre che a me, a mio fratello gemello Antonio ed a mia cugina DIANA Teresa, figlia di mio zio Armando, ultimo dei fratelli di mio padre. Tale fase di sviluppo imprenditoriale ha riguardato i servizi che MONTEFIBRE ha indirizzato verso la nostra famiglia e che inizialmente riguardavano il trasporto sia della materia prima, sia del prodotto finito, prodotto costituito dal fiocco di poliestere. Tale attività è stata svolta con collocazione all'intento dello stesso complesso industriale della MONTEFIBRE di Acerra. Tale attività è stata svolta, negli anni immediatamente successivi alla morte di mio padre, con l'utilizzo dell'impresa individuale già di mio padre che io, mio, fratello Antonio e mia madre abbiamo svolto come eredi di DIANA Mario. Nel 1988, io, mio fratello Antonio e mia cugina Teresa abbiamo costituito la TD srl che si occupava, sempre nell'ambito MNONTEFIBRE, sia del trasporto che della trasformazione del PET industriale. Subito dopo, nel 1989 abbiamo costituito anche la C.G.T. s.a.s. sempre tra gli stessi soci. Tale società, sempre all'interno di MONTEFIBRE, si occupava di altri servizi edili, ovviamente diversi dai servizi di trasporto e trasformazione che restavano di appannaggio della TD srl. Già con queste società abbiamo beneficiato del processo di terziarizzazione di MONTEFIBRE di cui ho parlato prima. Nel 1992/1993, pensammo di riciclare nel ciclo produttivo di MONTEFIBRE alcune frazioni della lavorazione che in precedenza venivano generate dalla produzione e venivano destinate in discarica da MONTEF1BRE. La nostra intuizione fu quella di verificare la possibilità di non destinare alla discarica tali scarti. ma di recuperarli e reimpiegarli nel processo produttivo. L'oggetto di questo recupero era costituito dagli scarti del P.E.T. che con termine gergale si chiamano pietre di P.E.T. Ovviamente, per svolgere tali attività occorrevano dei macchinari che acquistammo utilizzando dei contributi previsti dalla legge 64/86, contribuiti cui accedemmo come TD. Nel 1997, costituimmo ERRE PLIST s.r.l. che nasce dall'idea di operare nel settore del riciclo dei prodotti in plastica.

In sostanza, come ERRE PLAST ci rapportiamo con un consorzio denominato dapprima REPLASTIC e poi COREPLA con sede in Milano, da cui acquistiamo i rifiuti in plastica che come ERRE PLAST trasformiamo in materia prima che poi rivendiamo. La ERRE PLAST ha ed ha avuto sede in Gricignano d'Aversa dove è collocato l'impianto. Soci della ERRE PLAST s.r.L sono stati la DIANA Consulti MORELLI Luciano, attuale presidente di Confindustria Caserta e MAIONE Caterina nuora di Gaetano COLA già presidente della Camera di Commercio di Napoli. La DIANA Consult era una s.a.s., poi trasformata in D & D Holding, che era una società di partecipazione della nostra famiglia. Soci della DIANA Consult erano: DIANA Antonio, DIANA Nicola, DIANA Teresa e una piccola quota di DIANA Antonietta sorella di Teresa.

Anche la D & D holding è una società di partecipazione che ha sostituito la DIANA Consulte di cui siamo soci io e mio fratello DIANA Antonio. Tornado alla ERRE PLAST nella sua originaria composizione era ripartita, nel capitale sociale, per il 75% DIANA Consult, il 5% MORELLI e il 20% la MAIONE. Nel 2000/2001, se non ricordo male gli anni per la scarsa diffusione della raccolta differenziata della plastica sul nostro territorio ERRE PLAST ha vissuto un momento di crisi con quasi il rischio della chiusura dell'attività. Decidiamo allora di costituire una nuova società la S.R.L s.r.l. i cui soci sono: DIANA Consult con partecipazione pari al 80% del capitale, MORELLI Luciano al 15%e tale Davide PIATTO ingegnere di Napoli al 5% L'idea di costituire la nasce dal contesto relativo alla gestione della raccolta differenziata dei rifiuti costituiti da tutti gli imballaggi. In tale settore era ed è operativo Il CONAI che è un consorzio con sede a Milano che ha il compito di sviluppare la raccolta differenziata su tutto il territorio nazionale e che si pone come interlocutore e proprietario dei rifiuti costituiti dagli imballaggi. 11 CONAI affilia le piattaforme cioè soggetti privati prevalentemente che abbiano requisiti che consentano di collocare presso di loro i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, rifiuti che vengono trattati dalla società che gestiscono le piattaforme e che vengono poi destinati al riutilizzo mediante le vendite ai soggetti che possono impiagare come materia prima tali prodotti. Ovviamente, prima della vendita de società piattaforma trattano, e selezionano il rifiuto differenziato. Il rapporto tra la S.R.I. e il CONAI nasce nel 2003/1004 ed è ancora in corso. La costituzione della S.R.I. nasce proprio sai dall'idea promuovere la raccolta differenziata sia dall'idea di superare la crisi della ERRE PLAST.

Voglio spiegare bene il funzionamento della S.R. I.. La S.R.L. si procura il rifiuto da trattare o mediante una gara aggiudicata con un ente pubblico o mediante una convenzione con il comune o ancora attraverso l'acquisto del rifiuto dal consorzio nazionale "COREPLA" che si occupa dei rifiuti in plastica. rifiuto così acquisito dalla S.R.L. viene trattato presso lo stabilimento di Gricignano d'Aversa con recupero di tredici frazioni del rifiuto costituito da imballaggi: il materiale così recuperato viene materialmente custodito presso la S.R.J. ma la sua gestione spetta ai consorzi nazionali di riferimento. Sono infatti i consorzi ad alienare il rifiuto da noi selezionato come S.R.1 e il consorzio ci indica il soggetto che ha acquisito il rifiuto e che procederà al ritiro dello stesso. Il trasporto del rifiuto trattato e selezionato viene generalmente curato dall'acquirente e a volte provvediamo noi come T.D. s.r.L. La ERRE PLAST a volte si rende acquirente del rifiuto trattato da S.R.I. Quindi, come S.R.L il rapporto con i comuni riguarda solo, e non sempre, la fase del reperimento del rifiuto da trattare. I soggetti che si occupano di promuovere l'attività di S.RL sono Francesco PASCALE e Gianfranco FABOZZO. Con i soggetti societari che le ho indicato e le attività che ho descritto, ritengo di averle rappresentato l'attività prevalente della mia famiglia.

Voglio ancora dire che nel 2009, io e mio fratello DIANA Antonio ci siamo "separati" da mio zio DIANA Armando che operava attraverso le figlie Teresa e Antonietta nel senso che le società che ho prima indicato sono le mie e di mio fratello attraverso la D & D Holding s.r.l. le cui quote sono attribuite al 50% ciascuno tra me e mio fratello Antonio. Tre/quattro anni Jà. il 60% di ERRE PLAST è stato ceduto da noi DIANA alla società spagnola SEDA di Barcellona. Tale rapporto si è esaurito circa due anni orsono allorquando gli spagnoli hanno deciso di lasciare l'Italia e la quota da loro posseduta è ritornata in possesso mio e di mio fratello. Altra società mia e di mia fratello è la FINDI Immobiliare s.r.L che si occupa di edilizia privata il cui intervento è costituito dalla realizzazione di civili abitazione in via di ultimazione in Caserta alla via Campania nr.13. Nel settore della vendita dei camion l'interesse era di mio zio DIANA Armando che, appassionato del settore, entrò in società con DE ANGELIS Ernesto, PALUMBO Antonio e PALUMBO Felice nella gestione di una concessionaria SCANIA con sede in provincia di Latina. Mio padre. DIANA Mario fu coinvolto dal fratello Armando nel senso che lo aiutò con contributi economici e doveva poi entrare nella società di gestione ma solo perché voleva rientrare in possesso dei soldi con cui aveva finanziato il fratello. La morte dl mio padre ha poi bloccato l'operazione. Se non vado errato in via Boccaccio nr. 20 di Casapesenna vi era una sede amministrativa della società di gestione della concessionaria SCANIA. In questo modo, ritengo di aver rappresentato integralmente le notizie circa l'attività imprenditoriale mia e di mio fratello.

Circa i miei rapporti con la famiglia ZAGARIA voglio chiarire che io ho vissuto a Casapesenna sino all'anno 2009 ed è quindi normale che conoscevo, ma non frequentavo, persone che poi si sono dedicate al crimine. Conosco, ma chiarisco nei termini che ho appena indicato, il padre di Michele ZAGARIA. Nicola, e i fratelli, Antonio, Carmine e Pasquale. Sino al 1997/1998 il fatto di lavorare all'interno di MONTEFIBRE ci aveva praticamente blindato e non avevamo avuto alani tipo di richieste da queste persone. Appena costituita la ERRE PLAST fui avvicinato da BARONE Michele. Voglio precisare che BARONE Michele è il fratello della moglie di mio fratello Antonio che si è fidanzata con l'attuale moglie quando BARONE Michele aveva 12 anni. La famiglia BARONE è una famiglia perbene e certamente lo stesso mio fratello-non --poteva-neanche immaginare the-Michele-- BARONE diventasse- m personaggio con collegamenti con la criminalità. Tornando al racconto, ricordo che Michele BARONE mi incontrò per strada a Casapesenna e mi disse che Michele ZAGARL4 mi voleva parlare. Io conoscevo di vista Michele ZAGARIA e ne avevo sentito parlare. La cosa mi sorprese molto ma decisi di incontrare lo ZAGARIA e mi recai con il BARONE in San Orlano d'Averla dove incontrammo tale DEL VILLANO Nicola, che io non conoscevo. Il BARONE sí allontanò ed io e DEL VILLANO ci portammo presso l'abitazione del suocero di FONTANA Saverio, tale GOGLIA. Fui condotto al cospetto di ZAGARLIA Michele che era in compagnia di CAPOLUONGO Giacomo che fece però allontanare prima di parlare con me. Lo ZAGARIA, mi chiese 30 milioni di lire come estorsione dicendomi che io "dovevo pagarlo". Per paura, la stessa per la quale avevo accettato di incontrare lo ZAGARIA, decisi di pagare. Non dissi niente a mio fratello Antonio che ho messo al corrente della vicenda solo dopo circa due mesi. Cominciai a pagare ed i pagamenti avvenivano due volte all'anno sino al 2003/2004; dopo questi anni ho pagato una sola volta all'anno, a natale, consegnando la somma di 30.000 euro da quando però ha preso il posto della lira. I pagamenti avvenivano sempre su loro richiesta, generalmente mi incontravano per strada, e materialmente consegnavo i soldi o a ZAGARIA Carmine o al loro cugino FONTANA Carmine un imprenditore edile soprannominato "Luisana". Voglio dire ancora che la mia famiglia tutta, secondo le prassi tipiche dei nostri paesi, è soprannominata dei "repezzati". Il nome fù inizialmente attribuito o a mio zio o a mio nonno che aveva subito un intervento chirurgico e per questo in paese si diceva che lo avevano "rattoppato". Voglio aggiungere, per un fatto di coscienza, che quando FONTANA Carmine è venuto per la prima volta da me, complessivamente sarà venuto 2/3 volte, mi disse che lo inviato il cugino ZAGARIA Carmine e che lui tenne a precisare che queste "cose", ovviamente riferito alla riscossione dell'estorsione, non le faceva. Dei pagamenti mi sono occupato sempre io e tali pagamenti sono avvenuti sino alla fine del 2009.

Nel 2010 non si è presentato più nessuno da me. Voglio anche dire che nel 2009, abbiamo assunto presso la S.R.L il figlio di NOVIELLO Domenico, vittima della criminalità organizzata. Nel 2009, presso la S.R.I. trovammo una bomba e denunciammo la cosa alle forze dell'ordine. Per la verità abbiamo più volte denunciati atti intimidatori, ma non abbiamo mai denunciato persone fisiche sino a che nell'ottobre del 2014 non è stata notificata dal comune di Casapesenna una ordinanza di ingiunzione alla demolizione di un fabbricato abusivo in realtà realizzato dalla famiglia ZAGARIA di cui non avevamo assoluta notizia. Alla luce di tale episodio, nel gennaio del 2015, dopo aver fatto le ricerche delle notizie necessarie ed aver avviato le procedure amministrative a tutela della mia famiglia ho presentato una denuncia in cui non solo ho rappresentato la vicenda dell'edificazione abusiva ma ho finalmente trovato il coraggio di denunciare le vicende estorsive subite e che anche qui ho raccontato. In precedenza, nonostante la cattura di ZAGARIA Michele non avevo mai trovato il coraggio di denunciare di aver subito estorsioni dalla famiglia ZAGARL4 per oltre dieci anni.

Voglio rimarcare che sia io che mio fratello abbiamo iniziato già da tempo un impegno sociale per la lotta alla criminalità organizzata. Abbiamo costituito circa tre anni fa una fondazione per onorare la memoria di mio padre DIANA Mario, fondazione con la quale finanziamo progetti costituiti da borse di studio nonché abbiamo operato l'assunzione del figlio di NOVIELLO come ho sopra detto. Solo nel 2015, abbiamo trovato il coraggio di chiarire e denunciare le vessazioni che abbiamo subito dal gruppo ZAGARIA. Abbiamo deciso di sostenere iniziative imprenditoriali giovanili e ciò ci ha consentito di guadagnare rapporti cordiali anche con appartenenti alle forze di polizie. Ho avuto l'onore di conoscere il generale Gennaro NIGLIO e Vito CUNZOLO stretto collaboratore del compianto dottore MANGANELLI.

Si tratta di rapporti esclusivamente di tipo personale e mai imprenditoriale. Stiamo pensando di implementare la nostra attività imprenditoriale anche fuori dalla Campania in particolare in Puglia. Abbiamo attualmente 170 dipendenti prevalentemente della provincia di Caserta; qualcuno anche da Napoli. Voglio infine precisare che come fondazione Mario DIANA nel 2013 abbiamo chiesto alla Prefettura di Caserta di ottenere il riconoscimento della fondazione stessa. Tale riconoscimento c'è stato negato sulla base della nota della Questura di Caserta del 2014 nella quale veniva evidenziata sia la vicenda della realizzazione abusiva dell'immobile di cui ho prima parlato, sia che presso l'abitazione di mia sorella Teresa, in via Mascagni di Casapesenna, sarebbe stato fatto passare all'interno dell'abitazione un filo di erogazione dell'energia elettrica in favore dell'abitazione dove è stato catturato ZAGARIA Michele. Ho avuto accesso agli atti e stiamo approntando l'opportuna tutela in via giurisdizionale con giudizio innanzi al TAR Campania.

Tengo qui a precisare l'assoluta estraneità della Mia famiglia alla vicenda della realizzazione dell'immobile abusivo da parte della famiglia ZAGARIA come rappresentato nella memoria denuncia che ho presentato alla DDA e come ho chiarito in un verbale di sommarie informazioni rese al dott. Catello MARESCA. Siamo anche estranei alla vicenda del filo dell'energia elettrica in quanto tale filo non passa all'interno dell'abitazione di mia sorella Teresa come la stessa Polizia di Stato possa attestare e come emerge dalle foto che intendo depositare in questa sede e che produrremo anche dinanzi al TAR. Mia sorella, proprio perché questo filo è appoggiato al cornicione dell'abitazione e quindi all'esterno di esso, nulla sapeva del passaggio del filo che certamente è avvenuto a sua insaputa. Il PM da atto che l'avvocato GIAQUINTO produce due certificati di residenza storica da cui risulta che dal 11.06.2009 il DIANA Nicola ha trasferito la sua residenza in Caserta. Viene altresì prodotto un fascicolo fotografico che riguarda l'abitazione di DIANA Teresa e che dimostra che il famoso filo dell'energia elettrica passa all'esterno dell'abitazione. Altro aspetto che mi viene evidenziato nell'informativa della Questura di Caserta è la presenza come mio dipendente di un tale CAPALDO Raffaele. Voglio precisare che questo CAPALDO Raffaele non è più un mio dipendente dal 2007 e comunque non è il CAPALDO Raffaele cognato di ZAGARIA Michele ma il cugino. Poiché, la sua presenza mi stava creando problemi in quanto, pur essendo un ottimo tecnico, la sua parentela mi aveva creato difficoltà nel rilascio della certificazione antimafia, io nel 2007 decisi di licenziarlo proprio per tale motivo. La S.V. comprenderà quindi il mio sconcerto per il fatto che ancora la presenza di questo CAPALDO mi crea problemi e per il fatto che ho appreso che il CAPALDO Raffaele di cui sto parlando è attualmente dipendente della ditta di proprietà dell'attuale sindaco di Casapesenna DE ROSA Marcello.

 

 

 

 

 

antonio diana camorra michele zagaria
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