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CAMORRA & AFFARI | Dopo il sequestro delle 18 aziende dei fratelli Diana, arriva la decisione della Cassazione

06 / 06 / 2019

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Redazione

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Dopo la libertà arriva anche l'annullamento del provvedimento di sequestro delle aziende dei fratelli Antonio e Nicola Diana, arrestati il 15 gennaio con l'accusa di essere collusi col clan dei "casalesi", e in particolare col gruppo di Michele Zagaria

Meno di una settimana fa la Cassazione aveva accolto un primo ricorso annullando "senza rinvio" l'ordinanza di custodia cautelare che li ha tenuti agli arresti domiciliari per quattro mesi e mezzo. Ieri sera la Suprema Corte ha disposto che anche il sequestro delle 18 aziende dei due imprenditori, per oltre quattro mesi affidate ad un amministrazione giudiziario, non era supportato da valide prove documentali.

Nell'arco di sei giorni due diversi collegi della Sesta Sezione della Corte di Cassazione, hanno sentenziato che gli atti di accusa prodotti dalla Procura e poi avallati dal Tribunale di Napoli (Gip e Riesame) nei confronti dei fratelli Antonio e Nicola Diana, dello zio Armando e delle loro aziende, sono illegittimi. Giovedì scorso il collegio presieduto dal Stefano Petitti aveva annullato gli arresti domiciliari dei tre indagati disposti dal Gip, Maria Luisa Miranda, e confermati dal Tribunale del riesame.

Ieri sera il collegio presieduto da Giacomo Paoloni, ha accolto il ricorso contro il sequestro delle aziende, ma questa volta con rinvio, cioè rimandando gli atti al Tribunale del Riesame di Napoli che dovrà nuovamente esaminarli ed eventualmente rimotivare in modo più approfondito il sequestro.

Secondo il Gip si era reso necessario perché i Diana avrebbero potuto continuare a commettere il reato, cioè a pagare il clan. Evidentemente per la Cassazione le prove raccolte sono insufficienti. Inoltre, la decisione presa dalla Corte ieri sera era stata chiesta anche dall'accusa, attraverso il sostituto procuratore generale, Elisabetta Cesqui.

Le aziende, tra le quali Sri e Erreplast, leader in Italia nella selezioni dei materiali e nel riciclaggio della plastica, non vengono automaticamente dissequestrate ma non è escluso che nei prossimi giorni, sia lo stesso Gip a "liberarle", proprio alla luce del doppio intervento della Cassazione. Aziende che in questi mesi, grazie all'impegno dei dipendenti, hanno migliorato i propri risultati a conferma della loro qualità e dell'estraneità a circuiti criminali.

 

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