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Avviso di garanzia per il sindaco Verdone, accusa di peculato

18 / 07 / 2017

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Redazione

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Ad Antonio Verdone, sindaco di Mignano Montelungo, è stato notificato un avviso di garanzia dalla polizia giudiziaria della procura di Cassino. Si tratta di un secondo avviso della procura emesso sull'informativa presentata dalla Guardia di Finanza di Santa Maria Capua Vetere. Per l'accusa Verdone ha utilizzato per fini personali il telefono presente nella sua stanza del Comune. L'ipotesi di reato è dunque quella di peculato.

Già il 18 Giugno scorso lo stesso sindaco è stato indagato per imborsi spesa alterati. Centinaia di chilometri percorsi solo sulla carta ma in realtà ma 'macinati' e poi ancora l'auto del Comune con annesso autista utilizzata per scopi personali. Pesanti le accuse che il procuratore capo di Cassino Luciano d'Emmanuele ha formulato nei confronti del sindaco di Mignano Montelungo.

Mignano che ospita il sacrario militare più importante d'Italia e che è stato meta di decine di presidenti da quelli della Repubblica Italiana a quelli d'America. Antonio Verdone, il sindaco, è finito sotto inchiesta dopo che un nutrito gruppo di cittadini ha scoperto che lo stesso avrebbe dichiarato di aver presenziato a diverse manifestazioni, molte delle quali anche fuori zona per poter ottenere il rimborso chilometrico. Peccato che, come accertato dal magistrato e della Guardia di Finanza, il signor Verdone a quegli eventi non avrebbe mai partecipato. In alcuni casi, infatti, ha delegato qualche suo vice, in altri non vi è stata traccia del Comune di Mignano. Per poter accertare quando dichiarato dai denuncianti, assistiti dall'avvocato Domenico Buzzacconi del Foro di Cassino, lo stesso procuratore d'Emmanuele ha chiesto la collaborazione di testate giornalistiche che hanno fornito alla Procura foto ed articoli che provavano l'assenza del sindaco in un determinato evento. Il caso più eclatante riguarderebbe la richiesta di rimborso spese permcirca 800 chilometri percorsi da Antonio Verdone per prendere parte ad una manifestazione organizzata in un paese alle porte di Roma. Facendo due conti la Guardia di Finanza si è resa conto che era stato dichiarato il triplo dei chilometri in realtà percorsi. Un altro aspetto sul quale il Procuratore ha ravveduto il reato di peculato e truffa è quello riguardante il presunto utilizzo del primo cittadino, dipendente unitamente alla moglie di un Ente montano, della macchina dei vigili urbani di Mignano con annesso autista. Per poter raggiungere il posto di lavoro il sindaco Verdone avrebbe quindi utilizzato un mezzo dello Stato. Un comportamento questo che potrebbe farlo finire sotto processo. 
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