Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Appaltopoli, Sommese diventa collaboratore di giustizia. Trema la politica

21 / 07 / 2017

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Sommese parla e la politica trema. Antonello Sommese, il nipote Pasquale Sommese, ex assessore regionale della giunta Caldoro finito in cella lo scorso 15 marzo, oggi agli arresti domiciliari (LEGGI QUI). Mosso da una crisi interiore determinata da gravi problemi di famiglia, si candida ad essere il secondo "pentito" della appaltopoli di Napoli e Caserta. È a proposito della gara di Alife, che viene confermato il raccordo del "sistema" tra mondo della cultura e tangenti. Spiega Sommese: "Guglielmo La Regina mi ha sempre detto che il suo serbatoio per l'individuazione pilotata delle commissioni di gara erano gli ordini professionali e le università". Uno scenario che viene confermato anche in relazione a quanto sarebbe avvenuto per la gara dell'istituto scolastico Medi: "Ricordo che in un giorno di fine 2014, al Centro direzionale, Guglielmo La Regina mi disse di far presentare da parte del mp del procedimento scuola Medi una richiesta di fornire una terna di nomi all'Ordine degli Architetti di Napoli". Seguono accuse ai vertici dell'Ordine, su cui è logico pensare che la Procura stia facendo accertamenti. E chi furono i fortunati estratti dal bussolotto? Antonello Sommese ricorda due nomi su tre: c'è quello di Francesco La Regina, padre di Guglielmo, architetto di lungo corso ritenuto esponente del sistema messo in piedi dal figlio; poi c'è un altro nome, un architetto sul quale ora sono in corso verifiche, anche in relazione alla sua vicinanza professionale al sistema di aziende che faceva capo a Guglielmo La Regina. Ma sono diversi i capitoli di accuse in cui il pentito offre le sue conferme. Il collaboratore di giustizia ha consegnato aai magistrati anche una "pen drive", una memoria informatica che aveva tentato di distruggere il 20 luglio del 2015, cioè subito dopo le prime perquisizioni. Materiale ora nella disponibilità di un consulente, nel tentativo di recuperare nomi e cifre, anche in relazione ai finanziamenti occulti della campagna elettorale dello zio Pasquale Sommese nel 2015. Un duello in famiglia, un capitolo a parte delle accuse di Antonello Sommese, quelle rivolte allo zio Pasquale, a leggere il primo verbale, quello della confessione fiume datato 22 giugno. Sin dai suoi primi passi, Sommese jr entra nella segreteria politica dello zio: "Dovevo fare il filtro sui territori. Facevo da filtro con chi voleva parlare con lo zio, il più delle volte per piaceri e raccomandazioni". Ma il salto di qualità di tutto il cosiddetto sistema La Regina arriva nel 2013, quando l'assessore assume anche la delega ai Beni culturali e al Turismo, imbarcando un sostanzioso portafoglio di 60 milioni di euro. Spiega il pentito: "Da quel momento anche il mio molo cambiò: i sindaci si recavano in assessorato non più per le singole vicende politiche spicciole, ma per caldeggiare dei finanziamenti nei territori da loro amministrati», sua campagna elettorale'.

© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.

     
http://api.viralize.tv/vast/?zid=AABDjcQFjsvezgFO&u=noicaserta.it