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Arrestato imprenditore vicino al capoclan Michele Zagaria: riciclava al casinò i soldi sporchi dei Casalesi

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17 / 03 / 2015

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Redazione

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Arrestato un imprenditore impegnato negli appalti per la ricostruzione post terremoto a L'Aquila. Raffaele Cilindro, 51 anni, imprenditore edile di San Cipriano, è ritenuto dagli inquirenti vicino all'ex boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria. Il provvedimento è stato eseguito dal Ros dei carabinieri nell'ambito di una inchiesta della Dda di Napoli condotta dai pm Sirignano e Giordano: l'indagine ha stabilito che Cilindro avrebbe aiutato Zagaria durante la latitanza. E' stato disposto anche un sequestro di beni per un valore di 1,5 milioni di euro.

L'indagato è gravemente indiziato di aver partecipato alla fazione camorristica di Michele Zagaria, agendo in qualità di imprenditore legato al clan, con il compito finanziarlo attraverso fazioni di denaro periodiche, nonché d avere avuto il compito di mantenere i contatti fra gli affiliati, di accompagnare Pasquale Zagaria, fratello di Michele, a summit di camorra ed infine di aver ospitato, presso la propria abitazione, il capoclan durante la sua latitanza.

Gli elementi indiziari, basati su intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché sulla diretta osservazione dei carabinieri del Ros, sono stati integrati dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Attilio Pellegrino, detentore dal 2010 della cassa del clan, ed ultimamente arrestato per aver sparato al proprio cugino, e Massimiliano Caterino, uomo di estrema fiducia del capoclan, da lui incaricato di mantenere i rapporti con gli imprenditori di Casapesenna.

Secondo quanto emerge nell'ordinanza cautelare, le indagini hanno consentito di documentare gli stabili contatti dell'imprenditore Raffaele Cilibro con storici appartenenti al clan Zagaria e con Antonio e Pasquale Zagaria, fratelli di Michele. Sono stati documentati, inoltre, i frequenti viaggi a Venezia, apparentemente organizzati per trascorrere serate in compagnia di altri imprenditori ed affiliati, presso il casinò del capoluogo veneto, ma in realtà finalizzati a riciclare denaro per conto del clan. Infine è emerso il rapporto relazionale con l'imprenditore di Casapesenna Raffaele Donciglio, anch'egli recentemente colpito da un provvedimento restrittivo emesso dal gip del tribunale di Napoli.

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