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ARRESTO LA TORRE | Le lettere dal carcere per 'raccomandare' Tiberio. Poi la rottura padre-figlio

01 / 05 / 2018

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Redazione

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Parlerà ad un processo di camorra che si terrà lunedì prossimo 7 maggio al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Augusto La Torre, ex boss della camorra mondragonese e collaboratore di giustizia indagato per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell'ambito dell'indagine della Dda di Napoli che venerdì scorso ha portato in carcere il figlio Tiberio e il fratello Antonio.

I due sono accusati di aver iniziato a riorganizzare le fila della cosca, acquisendo armi, nell'eventualità che Augusto la Torre, in carcere dal 1996, fosse scarcerato; un'eventualità che sembrava potesse realizzarsi di qui a qualche anno, in quanto La Torre, pur avendo confessato una cinquantina di omicidi, non ha mai avuto una condanna all'ergastolo essendo collaboratore di giustizia. Una collaborazione, la sua, definita "riduttiva" dai giudici, ma che comunque ha fatto sperare al "boss psicologo» - si e' laureato in carcere in psicologia nel 2011 - di poter ottenere almeno i domiciliari visto anche che c'é un contenzioso sul cumulo di pene definitive che lo riguardano.

La nuova indagine della Dda sembrerebbe allontanare però questa eventualità. La Torre mentre godeva dei benefici dello status di collaboratore di giustizia, scriveva a vecchie conoscenze, intenzionato da un lato a sistemare il figlio, dall'altro, probabilmente, a tastare il territorio. Dal carcere di Pescara La Torre fece partire una serie di lettere con lo scopo di sistemare il suo ragazzo. Quelle missive non sono state ritenute penalmente rilevanti e la lettera che farebbe riferimento ai 25mila euro di un'estorsione non è mai stata trovata. Infatti, il gip, nei giorni scorsi, per Augusto La Torre ha rigettato la richiesta di arresto.

"Tiene 33 anni, nessuno lo prende a lavorare perché è mio figlio... viene discriminato... vorrei che facesse il tuo segretario'. Poi all'ex amico, in un'altra lettera. "vi ricordo che per il parco Pineta ho speso 300 milioni di lire e non ho mai preteso nulla... ho fatto le strade... potevo rivalermi sui condomini... ma non l'ho fatto".

Nessuno però ha preso in considerazione quelle lettera che tra l'altro hanno accusato anche una profonda rottura tra lui e il padre. Il boss chiede un posto di lavoro anche per la sua nuova compagna Maribel. Il figlio lo esorta a: "Non scrivere più a nessuno".

Un' offesa per Augusto La Torre che dice al figlio "da questo momento non hai più un padre" e il ragazzo senza perdersi d'animo ribatte "io un padre non ce l'ho da tanti anni".

Dalla scorsa settimana anche Tiberio La Torre è in carcere su ordine del gip Maria Gabriella Pepe. I carabinieri di Mondragone hanno notificato la misura anche a suo zio, Antonio e Luigi Meandro e Salvatore De Crescenzo. Per tutti loro l'accusa è quella di aver cercato di preparare il terreno per il ritorno di Augusto. Il piano, per ora, è fallito.

Mentre c'è attesa per le dichiarazioni che Augusto La Torre renderà al processo del 7 maggio, in cui compare tra gli imputati anche il capoclan dei Casalesi Francesco "Sandokan" Schiavone; La Torre, che sarà sentito come teste, vestirà i panni del collaboratore.

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