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IL VIDEO | Dipendenti 'fannulloni' alla Reggia. Truffa aggravata: 6 indagati, 2 con obbligo di firma: incastrati dalle riprese

03 / 05 / 2018

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Redazione

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Sono stati pedinati quando, in orario di lavoro, lasciavano la Reggia di Caserta per svolgere commissioni personali, conpreso soste al bar, con tanto di tavolino e relax. Così sono stati incastrati i due dipendenti del Ministero dei Beni Culturali, addetti ai servizi di vigilanza presso la Reggia di Caserta, che questa mattina, la Squadra Mobile della Questura di Caserta ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare che impone l'obbligo di presentarsi quotidianamente ad un ufficio di polizia, immediatamente prima dell'inizio dell'orario lavorativo e immediatamente dopo la sua conclusione.

I DIPENDENTI ASSENTEISTI - L’operazione, a seguito di una accurata attività di indagine coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, ha visto coinvolti Giovanni Maiale e Raffaele Narciso, nei cui confronti i magistrati procedono per i reati di truffa aggravata e continuata, nonché di false attestazioni sulla presenza in servizio. In particolare, l'attività investigativa, delegata dalla Procura alla Squadra Mobile della Questura di Caserta, fondata prevalentemente su pedinamenti ed intercettazioni video ambientali, ha consentito di raccogliere un grave compendio indiziario a carico degli indagati, per condotte di "assenteismo" dal posto di lavoro, costantemente reiterate nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2016. Le investigazioni, infatti, hanno permesso di accertare che entrambi i destinatari della misura si assentavano volontariamente, per diverse ore, dal posto di lavoro durante l'orario in cui avrebbero dovuto svolgere le loro mansioni, privi di qualsivoglia autorizzazione da parte della Direzione amministrativa competente, con le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un Ente pubblico e in violazione dei doveri inerenti il pubblico impiego svolto. Unitamente con Maiale e Narciso sono state indagate altre 4 persone.

DANNO ERARIALE - I dipendenti, agendo in tal modo, si procuravano un ingiusto profitto pari alla porzione di stipendio percepita, pur non lavorando, arrecando un pari danno all'Ente pubblico di appartenenza, che ha retribuito prestazioni lavorative non effettuate e con l'ulteriore danno patrimoniale e di immagine correlato alla mancata presenza del dipendente, per giunta addetto ad un delicato servizio, quello di vigilanza, all'interno della " Reggia", esposta così al rischio di atti di vandalismo e non solo.

IL FURTO - Non è un caso, d'altronde, che l'inchiesta abbia preso le mosse proprio dalla commissione di un furto, agevolato evidentemente proprio dalla mancanza della sorveglianza che Maiale e Narciso avrebbero dovuto assicurare.

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