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Aumenti Imu, l`opposizione abbandona il Consiglio e Melone se la prende con Russo

30 / 09 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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“Mai a Casagiove  il rapporto tra maggioranza e minoranza è stato così teso e difficile. Il dialogo era la pietra angolare per le decisioni amministrative”. E’ il pensiero dell’ex sindaco di Casagiove Enzo Melone, attuale commissario dell’Iacp in quota Udc, che commenta quanto accaduto nell’ultimo consiglio comunale dove l’opposizione ha abbandonato l’aula in aperto contrasto col sindaco Elpidio Russo. “Attualmente l’amministrazione targata Russo – aggiunge Melone ha distrutto politicamente questo principio democratico, riducendo il tutto ad una alzata di mano in consiglio comunale, costringendo la minoranza ad uscire continuamente dall’aula consiliare per protesta . Questo atteggiamento da parte del sindaco Russo non è assolutamente condivisibile perché il suo ruolo dovrebbe essere la ricerca del dialogo tra maggioranza e  minoranza nel rispetto dei ruoli che la legge attribuisce. Non è possibile che una minoranza debba  abbandonare l’aula consiliare perché non è stata coinvolta in decisioni di interesse generale oppure è stato ignorato ogni confronto con le forze sociali e produttive del paese. Questo in epoca diversa comportava una sconfitta politica per una maggioranza e si cercavano i modi per ritrovare i giusti rapporti ed il dovuto rispetto democratico tra le forze presenti in consiglio comunale. Comunque l’uscita della minoranza dall’ultimo consiglio comunale, non solo è scaturita dalle condizioni così precarie e difficili del confronto democratico, ma soprattutto per la non condivisione delle aliquote sull’imposta municipale propria cioè l’Imu, che il sindaco e la maggioranza hanno stabilito al 4 per mille per la prima casa ed al 10, 6 per mille per la seconda casa. La proposta, invece, che è stata indicata dalla minoranza, era quella di riportare le aliquote al 3 per mille sulla prima casa ed al 8, 6 per mille per la seconda casa, indicando anche l’azione politica amministrativa per arrivare a tale riduzione  come il contenimento delle spese non obbligatorie, l’uscita dall’ unione dei comuni , la riduzione dei  costi della politica, una centralizzazione dei servizi e degli acquisti”.  
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