Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

Pazienti sulle barelle, pochi infermieri ed investimenti: blitz di 2 consiglieri regionali al Moscati

16 / 09 / 2015

|

Redazione

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Con il proposito di voler fare maggiore chiarezza ed avere, dunque, un quadro generale piuttosto delineato di quella che è l’attuale situazione legata all’efficienza e al funzionamento dell’ospedale Giuseppe Moscati di Aversa, questa mattina i consiglieri regionali Vincenzo Viglione e Gennaro Saiello del Movimento 5 Stelle si sono recati presso l’ufficio della direzione sanitaria. Dall’incontro sono, innanzitutto, emerse tre problematiche  ataviche e che affliggono l'ospedale. In primis la carenza del personale. Questo fa sì che non possa essere garantito un efficace filtro del flusso d’utenza al Pronto soccorso, il che porta ad un affollamento disordinato che, nel peggiore dei casi, potrebbe sfociare in parapiglia tra coloro che attendono. Secondo Vincenzo Viglione una soluzione potrebbe essere individuata nello stanziare un posto di polizia che gestisca e filtri concretamente le affluenze.  Il secondo punto è rappresentato dalla questione della mera struttura dell’ospedale. Un reparto di Oncologia che pare non funzioni come dovrebbe e, soprattutto, la generale mancanza dei posti letto per i pazienti ricoverati, la cui diretta conseguenza è il ricorso frequente alle barelle. In ultimo, ma non meno importante, si riferisce di una scarsa programmazione dell’Asl ed un ricambio generazionale inesistente (l’ultimo concorso per lavorare in pronto soccorso risale all’anno 2003). 

A definire nel dettaglio quanto appena riportato, ad approfondire le possibili motivazioni da cui scaturiscono e le ricadute che questi problemi da lungo periodo intaccano la piena efficienza dell’ospedale aversano, è di importante supporto l’intervento della dottoressa Rosa Raucci, primario del reparto di Pronto soccorso del Moscati. Ad esempio, stando a quanto dichiarato dalla Raucci, le ragioni del problema del sovraffollamento del pronto soccorso sono da rintracciare anche nella chiusura –a marzo del 2011- del reparto di Medicina d’urgenza, ed il suo scetticismo appare palese: “Perché chiudere un reparto che funziona bene? In precedenza, prima della chiusura, il tasso di mortalità era bassissimo. Riaprire Medicina d’urgenza è una priorità”.

Un’altra cruciale questione è l’avere pochi infermieri a disposizione nei vari turni di Pronto soccorso, e ciò va a discapito dell’efficienza del servizio tutto. La mancanza di personale, il “blocco del turnover” da oltre un decennio, ed il fatto che alcuni membri siano anziani (o comunque non più giovanissimi) e quindi talvolta soggetti a periodi di assenza per malattia, sono tutti aspetti che concorrono nel dipingere un quadro non certo roseo dell’attuale situazione in pronto soccorso. La dottoressa Raucci parla di casi in cui pazienti hanno atteso fino a 10-12 ore prima di essere trasferiti in reparto, quando, invece “se vi fosse osservazione, dopo massimo 6 ore già dovrebbero essere spostati”. Da un reparto di 12-14 pazienti, si è giunti alla trentina, con tre medici per turno, e circa 200-250 interventi giornalieri.  

La dottoressa Raucci, in merito a queste cifre e allo stazionamento prolungato dei pazienti, non parla di grossi stravolgimenti, poiché ci illustra come avere sette infermieri per turno anziché i cinque attuali sarebbe già un grande passo verso una maggiore efficienza lavorativa.

Raucci continua rimarcando l’importanza di una rete (comunicativa e di reciproco supporto) tra ospedali nell’intera regione, e dichiara: “La Campania non ha reti”, facendo presente che una delle ricadute di questa assenza di reti è che spesso quando c’è da trasferire un paziente da un ospedale ad un altro non c’è quasi mai posto, o che comunque si è generalmente restii nei confronti di pazienti complessi, che, invece, a detta della dottoressa sono delle “risorse” poiché permetterebbero alle equipe mediche di acquisire sempre più esperienza e preparazione nella cura di questi soggetti. La strada verso il miglioramento, secondo la dottoressa Rosa Raucci, infine, passa anche attraverso un diverso e più attento utilizzo delle risorse economiche, da lei definito “razionalizzazione” (concetto etico a lei molto caro) e che in tutto ciò l’ospedale Moscati di Aversa, in quanto riferimento per molte città e paesi limitrofi, debba avere maggiore considerazione.  In conclusione, alla luce di quanto analizzato ed evidenziato, potremmo cristallizzare il pensiero della Dottoressa Raucci servendoci proprio di una sua frase, che credo racchiuda il senso di tutto il discorso nell’ottica di un possibile futuro miglioramento: “Per raggiungere gli obiettivi, c’è bisogno degli strumenti”. (Giuliano Moccia)

aversa ospedale moscati ispezione vincenzo viglione consigliere regionale
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.