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BANDA DI FALSARI | Avevano stampato circa 8 milioni di euro: arrestati. I NOMI

27 / 11 / 2018

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Redazione

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Il giudice per le indagini preliminari Benedetto Ruberto del tribunale di Taranto ha diposto (accongliendo la richiesta della Procura) il giudizio immediato per Mario Torromacco, 43 anni di Carinaro, Salvatore Tammaro, 31 anni di Giugliano, e Francesco Brosco, 58 anni di Casoria, che furono arrestati nello scorso mese di luglio all’interno di una stamperia abusiva adibita alla produzione di euro falsi, ricavata all’interno di un’abitazione rurale nelle campagne della provincia di Taranto. 

Torromacco è coinvolto nell’inchiesta, condotta dalla Guardia di Fiannza, che lo scorso aprile, con l’esecuzione di 19 arresti, ha smantellato una rete di falsari dediti alla produzione ed alla capillare distribuzione e immissione nel mercato di ingentissimi quantitativi di banconote falsificate con classi di contraffazione riconosciute dalla Banca Centrale Europa tra i più diffusi e insidiosi d’Europa. Banconote appartenenti alla stessa classe di contraffazione sono state oggetto di numerosi sequestri in Francia, Germania, Austria e Bulgaria.

Già condannato in via definitiva per analoghi fatti commessi nel 2009 (quando, il 27 luglio di quell’anno, fu sequestrata una stamperia clandestina a Gricignano, in via Orientale, con oltre 7 milioni di euro in banconote contraffatte), Torromacco fu tratto in arresto nel 2012 all’interno di una nuova stamperia di banconote ubicata a Vitulazio, il quale, seppure sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali, continuava ad avere frequenti rapporti con persone dotate di specifiche competenze nella contraffazione di banconote o nelle più sofisticate tecniche di stampa o, comunque, in grado di fornire macchinari tipografici e stampanti digitali professionali.

Sulla base delle indagini effettuate, gli è stato riconosciuto un assoluto ruolo “manageriale” nell’associazione: a lui era affidata l’individuazione dei sodali, di instaurare e definire i rapporti con terzi per l’acquisto dei materiali di consumo e l’attrezzatura per avviare il processo di stampa, nonché, quello di selezionare e definire le intese con i “committenti” delle partite prodotte di banconote euro false.

I responsabili, tutti con precedenti specifici per analoghi fatti criminosi, immediatamente tratti in arresto, furono sorpresi mentre erano intenti a stampare e confezionare banconote da 50 euro, pronte per essere illecitamente immesse sul mercato. L’opificio, attrezzato con macchine da stampa off set particolarmente sofisticate e altamente performanti, era stato ricavato all’interno di una villetta unifamiliare negli uliveti del comune di Maruggio (TA).

Il laboratorio clandestino (di proprietà dei figli di uno degli arrestati, difficilmente raggiungibile e originariamente utilizzato come residenza estiva) era collocato in un immobile che aveva subìto modifiche strutturali per consentire l’alloggiamento dei voluminosi macchinari necessari per la stampa, provenienti dall’hinterland napoletano e trasportati con mezzi pesanti. I tre avevano già realizzato un quantitativo di banconote contraffatte nell’ordine di circa 8 milioni di euro. L'udienza è stata fissata ad aprile dove gli avvocati difensori degli indagati, tra gli altri, Raffaele Costanzo di Aversa, potranno optare, nel caso, per riti alternativi.

 

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