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Bandiera blu a Mondragone, Federico: ‘Dimissioni di Schiappa mettono a rischio il progetto’

21 / 05 / 2013

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Redazione

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“Inciucio o non inciucio, non è questo il dilemma! Mentre ci si continua ad azzuffare come tanti galli in un pollaio per difendere le proprie posizioni e le proprie poltrone si sta perdendo di vista una cosa importante: Mondragone”. È quanto afferma Carlo Federico, portavoce di Futuro e Libertà di Mondragone, in merito al caos che coinvolge l’Ente comunale in seguito alle dimissioni del sindaco Giovanni Schiappa. “In questi giorni si sono sentiti tantissimi moralisti sull'opportunità o meno del possibile sostegno di una parte della minoranza alla giunta Schiappa, ma la cosa che fa più specie – afferma Federico - è che nessun politico abbia messo in guardia il dimissionario Schiappa per le conseguenze del suo atto. Il sindaco, protocollando le proprie dimissioni, si è praticamente autosospeso dalle sue funzioni di primo cittadino, ma non ha esitato a sottoscrivere un protocollo d'intesa con altri sette Comuni per il "Grande progetto Bandiera Blu", ponendo in serio pericolo tutto l'iter procedurale del progetto stesso, in quanto, non "autorizzato", da dimissionario, a firmare atti in nome e per conto del Comune di Mondragone, ciò che potrebbe addirittura configurare l'ipotesi di "Usurpazione di funzioni pubbliche". Se è vero che le dimissioni del Sindaco, come recita l'articolo 53 comma 3 del Testo Unico sull'Ordinamento degli Enti Locali, diventano irrevocabili al termine dei venti giorni dalla presentazione delle stesse al consiglio, è, altresì vero che le funzioni sono assunte dal vice-sindaco, il quale, in questa fase, è il solo soggetto titolato a rappresentare ed impegnare l'Ente presso terzi ed in giudizio, con potere esclusivo di firma”. Secondo Federico, l’intera vicenda confermerebbe il modo di interpretare le leggi a Mondragone, “dove più volte si è assistito al calpestare delle regole minime di democrazia e dove nemmeno il Prefetto, nonostante numerose richieste di intervento, ha professato parola. Leggi e regole calpestate dai figli di quella politica che ora si vuole far credere di combattere per il solo interesse del bene della città. Ma ormai i cittadini sono stanchi e stufi di questo continuo scambio di poltrone e "favori" personali! Anche chi ora pretende un posto in "prima fila" minacciando una fuoriuscita dalla maggioranza non dovrebbe basare la propria richiesta in riferimento al consenso elettorale ricevuto ed all'apporto fattivo per l'elezione del Sindaco stesso, ma rivendicare i propri meriti attraverso proposte, progetti ed idee che possano contribuire alla crescita della nostra città. La visibilità che tutti reclamano non dovrebbe essere solo di facciata, ma accompagnata da fatti e proposte a prescindere dal ruolo istituzionale che si possa ricoprire, soprattutto per il rispetto degli elettori che li hanno scelti come rappresentanti dei cittadini. Va tuttavia ricordato che l'amministrazione è solo uno strumento per far si che i progetti presentati, dalla maggioranza, dalla minoranza, dalle associazioni e dai singoli cittadini, possano essere realizzati nell'interesse della comunità. Oramai la vicenda ha assunto i colori di una vera e propria telenovela, della quale sempre e solo noi cittadini mondragonesi ne paghiamo le conseguenze”.
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