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Corsa alla Blockchain: banche centrali al lavoro su valute digitali

15 / 01 / 2019

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Redazione

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In questo momento nel mondo si contano almeno 15 banche centrali che stanno lavorando duramente per cercare di realizzare la propria versione di quelle che oggi vengono chiamate valute virtuali. Il tentativo è quello di utilizzare la blockchain per sviluppare criptovalute e lanciarle sui mercati.

Lo rivela uno studio del Fondo Monetario Internazionale che parla di come diverse banche centrali stiano cercando di creare monete virtuali che dovrebbero poi diventare criptovaluta nazionale. Tra queste banche centrali vi sarebbero quelle di Cina e Canada, ma si annoverano in questa speciale lista anche Svezia, Norvegia e Singapore.

Le banche centrali si sono accorte di come la tecnologia blockchain possa portare a un profondo rinnovamento di come le istituzioni finanziarie hanno lavorato fino a questo momento grazie ai loro protocolli di sicurezza. Alla radice di questo sistema infatti troviamo transazioni blindate, proprietà garantita e fiducia, talvolta anche superiori rispetto alle monete fiat.

Come la blockchain cambia le banche

La blockchain, volgarmente detta catena di blocchi, è un registro che contiene transazioni sicuro al 100% e condiviso su una rete di computer che operano su un sistema distribuito. In tale rete vengono registrate e archiviate tutte le transazioni che avvengono e questo permette di eliminare la necessità di intermediari, come appunto, le banche.

Ma in realtà le banche non stanno rivolgendosi alla nuova tecnologia per la paura di essere tagliate fuori da questo nuovo mercato di transazioni digitali. Lo scopo principale per cui converrebbe sviluppare criptovalute è l’abbattimento dei costi, ma soprattutto l’innalzamento dei livelli di sicurezza delle transazioni offerte dalle banche, questo aiuterebbe a rendere i servizi bancari più affidabili e convenienti.

Eswar Prasad, che insegna alla Cornell University ed è membro della Brookings Insitution sottolinea: “A differenza delle banconote, il denaro digitale è potenzialmente più economico e facile da utilizzare e rende più difficili l’evasione fiscale o altre attività illecite”. Insomma, si tratterebbe di un sistema tutto win win per utenti e banche.

Chiaramente, in ultima analisi, sviluppare le proprie valute virtuali permetterebbe alle banche di conservare il loro ruolo egemone nella gestione delle transazioni finanziarie. Il rischio di venire tagliate fuori grazie alla tecnologia è in effetti concreto e alcune banche centrali si muovono nella nuova direzione proprio allo scopo di prevenire ogni problematica.

In Svezia il problema della digitalizzazione della moneta è particolarmente sentito e questo anche grazie alla grande crescita delle app per i pagamenti da smartphone. Inoltre sempre più svedesi sono soliti fare operazioni finanziarie sulle criptovalute anche in rete grazie alle migliori piattaforme per fare trading online, questo testimonia il loro particolare attaccamento alle novità tecnologiche.

Per le banche restano comunque diversi nodi da sciogliere e domande che richiedono una risposta. Ad esempio, il modello di sviluppo deve poggiarsi su un sistema centralizzato o decentralizzato? Potrebbe addirittura nascere un modello per cui le banche centrali offrono conti per privati legali alle monete digitali da loro emesse e questo a sua volta porterebbe il rischio di scavalcare le banche commerciali, percepite dai risparmiatori come meno sicure in caso di crisi.

Le piattaforme di trading e le criptovalute

Ad oggi sono moltissime le piattaforme di trading che permettono di investire nelle criptovalute. Nonostante gli alti e bassi delle quotazioni delle monete virtuali, infatti, l’interesse degli italiani (e non solo) è molto forte. Va anche detto che la forte volatilità che caratterizza le quotazioni (ne è un esempio lampante il bitcoin) e la semplicità di utilizzo delle moderne piattaforme di trading, rende il tutto molto appetibile.

L’importante è, come sempre, agire con prudenza e investire solo sapendo quello che si sta facendo. Perché la volatilità delle quotazioni può essere una grande opportunità ma, è importante sottolinearlo, bisogna essere in grado di gestirla per evitare di andare in contro a perdite consistenti.

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