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Bordate di Orabona a Barbato e Virgilio: «Niente fiducia, artito ha potere di revoca. Nessuno di Fi Aversa sarà candidato»

14 / 03 / 2015

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Redazione

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Uno specchio concavo o convesso da una immagine distorta: Elia Barbato e Nicla Virgilio elucubrando come, recentemente, avviene all’interno di Forza Italia più che una immagine distorta del loro corpo danno una immagine distorta di se stessi come uomini. Ed effettivamente ne escono male. E’ la classica sindrome della dismorfofobia, vera patologia che pretende di far passare per verità solo stupide ed infantili menzogne.

Con uno stile colloquiale e coinvolgente, in contrapposizione alla loro terminologia volgare, intrisa di doppi sensi, il Commissario Cittadino di Forza Italia Paolo Galluccio, sempre disponibile al dialogo, aveva chiesto un raccordo tra le varie componenti di Forza Italia al fine di meglio programmare e pianificare l’attività amministrativa. Mai ha parlato di dettare una linea politica né tantomeno una linea politica di contrapposizione o di sfiducia a questa amministrazione. Ha ritenuto che si erano create le condizioni per poter chiedere un cambiamento di rotta, con l’unico intento di migliorare l’azione amministrativa, avendo notato una crescita in maniera esponenziale del malcontento. Il confronto su questa problematica è stato ottusamente rifiutato da questi signori che addirittura in modo spocchioso osano definirsi forzisti ed anche di vecchia data. L’espressione del loro pensiero e le ragioni del loro rifiuto si sono appalesate attraverso una infantile azione di delegittimazione della segreteria cittadina, di quella provinciale e perfino di quella regionale. Disgustoso inoltre è il basso profilo della dialettica utilizzata che si è semplicemente preoccupata  di fare un distinguo tra Commissario e Segretario Cittadino. Oggettivamente, se fossi stato in loro, mi sarei preoccupato più del distacco che hanno con la base del partito da analizzare attraverso un confronto, così come ripetutamente richiesto da Paolo Galluccio, da tenersi nella sede istituzionale del partito a via Cavour ed indipendentemente dalla figura del commissario o del segretario. Nella peggiore delle ipotesi, come avviene in ogni democrazia, si sarebbe potuto addivenire alla conclusione che la pensiamo diversamente. Prosit. Ma non si rifiuti questo confronto.

Barbato e Virgilio eloquiano con la vanitosa aggravante di parlare come Assessori di Forza Italia. Ma sono a conoscenza della differenza tra eletti e nominati? I cittadini aversani hanno eletto come consiglieri comunali Barbato e Virgilio, i quali ad essi e solo ad essi avrebbero dovuto rendere conto delle loro azioni se avessero mantenuto tale carica anche perché la non sussistenza del vincolo di mandato li avrebbe potuto rendere liberi verso altri obblighi. Da eletti il Partito li ha nominati assessori concedendo credito e fiducia. Ed è proprio per questo passaggio, che non è avvenuto per vincita di concorso che essi, ancorché  limitati forse nell’etica politica, sono dovuti e tenuti  a concordare con il partito le posizioni da assumere nelle riunioni di giunta. Era il concetto espresso dal commissario cittadino. Io aggiungo: in generale chi ha potere di nomina ha anche potere di revoca. La revoca si attua col venir meno del rapporto di fiducia e/o di appartenenza. Come probabilmente si sta verificando nel caso specifico. Tralascio di commentare l’affermazione che il gruppo consiliare di Forza Italia è formato da cinque consiglieri. Rimando ai mittenti l’insulto che essi fanno alla mia ed alla nostra intelligenza di militanti politici. Tralascio di commentare anche che i due hanno raccolto 1300 voti. Dico solo che i loro voti non avrebbero potuto avere rappresentanza politica se il partito non avesse raggiunto circa 8000 voti di consenso di cui  5000 ricevuti dai consiglieri non eletti oggi completamente dimenticati.

Un’ultima riflessione. Oggi il partito ad Aversa non ritiene che ci siano le condizioni per poter esprimere un candidato alle prossime elezioni regionali con un minimo di probabilità di successo (Nicla Virgilio continua a credere di poter essere candidata, ndr). Solo l’eccessiva autostima delle proprie capacità e la certezza delle proprie presunte competenze non disgiunte da un elevato grado di supponenza può indurre qualcuno o qualcuna ad avanzare una propria candidatura. Ebbene anche in questo caso, ed è una ulteriore differenza che ci distingue, noi da uomini di partito non attueremo la linea delle mani libere, ma ci atterremmo scrupolosamente alle indicazioni che verranno impartite dai vertici.

 Chiudo invitando Barbato e Virgilio ad una riflessione su questa mia ultima affermazione. Forza Italia ad Aversa non rottama nessuno. Può solo prendere atto che qualcuno pur di non essere rottamato attuerà un tentativo di auto riciclaggio. In tal caso il Partito può anche pensare di sostenerli in questa loro iniziativa. Il tempo delle chiacchiere e del giocare su due fronti è finito. Basta il recupero di un minimo di dignità».

Isidoro Orabona, coordinatore Seniores Forza Italia Aversa

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