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Calcioscommesse: in procura FIGC era il giorno di Pepe. Dirigenza del bari in coro "noi vittime nostri tesserati"`

13 / 06 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Era il personaggio piu' atteso in Procura federale e Simone Pepe non ha deluso. Non tanto per la sua versione dei fatti sulla presunta telefonata che l'ex calciatore del Bari Salvatore Masiello gli avrebbe fatto per tentare di combinare la partita Udinese-Bari risalente alla stagione 2009/2010, quando il bianconero militava con i friulani, quanto piuttosto per come il giocatore ha cercato di nascondere agli occhi di telecamere e fotografi la sua apparizione negli uffici dei federali. Il calciatore juventino e' stato infatti ascoltato direttamente nella sede della Federcalcio e non nella Procura federale di via Po ed e' rimasto li' per circa un'ora prima dell'inizio della sua audizione da parte del pool di Palazzi. Nei quaranta minuti di confronto probabilmente il giocatore non ha confermato la chiamata denunciata ai pm di Bari da Andrea Masiello. ''Il mio compagno chiamo' Pepe - racconto' l'ex capitano dei biancorossi riferendosi a Salvatore Masiello - e gli disse se lui era disposto a... oppure no... Appena stacco' la chiamata si giro' verso me. Eravamo in camera io e Belmonte che si giro' verso me e disse: 'no, Pepe ha detto no''. Racconto smentito gia' ieri dallo stesso Salvatore che scagionerebbe il bianconero dall'omessa denuncia. Udinese-Bari fu anche l'ultima partita disputata da Cristian Stellini, attuale collaboratore del tecnico della Juve Antonio Conte, ascoltato anche lui in Figc. Stellini, gia' stato sentito dagli inquirenti federali sulla questione Siena in un'audizione in cui smenti' le accuse rivolte a lui e a Conte dal pentito Filippo Carobbio, oggi, sarebbe stato chiamato dagli inquirenti a fornire elementi sui suoi trascorsi al Bari. Una societa' che oggi, negli interrogatori subiti da gran parte della dirigenza biancorossa negli uffici di via Po, si e' dichiarata parte lesa e vittima del 'protocollo Masiello': la fitta rete di contatti utilizzata dal calciatore per pilotare i risultati delle partite del Bari della stagione 2010/2011 favorendo cosi' il suo clan di amici-scommettitori. ''Il Bari e' stato truffato'', ha dichiarato il ds Guido Angelozzi, lasciando la Procura al termine della sua audizione in cui era chiamato a spiegare il comportamento della societa' nei confronti delle minacce subite dai calciatori alla vigilia di Cesena-Bari affinche' la squadra perdesse il match sui cui gli ultra' avrebbero scommesso. ''Il Bari truffato? Se l'ha detto Angelozzi e' veroÿma l'ha detto anche il giudice. Abbiamo le ferite ancora aperte'', ha aggiunto il segretario generale del club, Pietro Doronzo, nel pomeriggio. E sulla stessa linea si e' mantenuto anche l'avvocato della societa' pugliese Francesco Biga che ha accompagnato negli uffici di via Po il team manager Claudio Vino e il direttore generale Claudio Garzelli. ''Il Bari e' parte lesa in questa vicenda - le parole del legale - ed e' stato truffato dagli atteggiamenti scorretti di alcuni giocatori''. Giornata piena per il dg barese: prima, infatti, aveva partecipato al Tnas all'arbitrato sulla questione legata al mancato pagamento degli stipendi che ha comportato al dirigente quattro mesi di inibizione e al club due punti di squalifica. Il Collegio Arbitrale ''si e' riservato trattenendo la causa in decisione'', mentre sull'altro caso del giorno, l'arbitrato tra l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni e la Figc, ha ricevuto parere contrario da parte dei legali della Federcalcio sull'istanza di rinuncia presentata dall'ex atalantino e il procedimento quindi proseguira' il 25 giugno. In Procura federale, invece, sono stati sentiti anche Matteo Rubin e Ivan Radovanovic, sulla presunta combine di Bologna-Bari del maggio 2011 e Nicola Pavarini, su Parma-Bari dell'aprile 2011. Domani sara' la volta diÿNicola Belmonte (Siena), Abdelkader Ghezzal (Levante), Marco Di Vaio (Mls Montreal Impact), Evangelos Moras (Cesena), Andrea Esposito (Lecce), Luca Siligardi (Livorno), Massimo Mutarelli (Atalanta), Cristiano Lupatelli (Genoa). In attesa delle sentenze della Disciplinare, slittate presumibilmente a venerdi', sul processo basato sugli atti della Procura di Cremona.
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