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CAMORRA & POLITICA L'imprenditore 'sconta' la tangente, Di Giovanni: "Mi sputano in faccia"

26 / 04 / 2016

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Giuseppe Perrotta

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Una lunga serie di intercettazioni telefoniche ed ambientali per ricostruire gli accordi che ci sono dietro alla gara per Palazzo Teti a Santa Maria Capua Vetere. E' quanto emerge dagli atti dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Laura Alfano a carico dell'ex sindaco Biagio Maria Di Muro arrestato questa mattina insieme ad altre otto persone su ordine della Dda di Napoli. Elementi importanti a sostegno dell'indagine sono le telefonate ed i discorsi registrati tra Guglielmo La Regina, 48 anni, legale rappresentante dell'Archicons, e Loredana Di Giovanni, 47 anni, commercialista napoletana, soprannominata 'la rossa' per il colore dei capelli, che è il gancio tra Marco Cascella, amministratore della Lande srl (che vincerà la gara d'appalto da 2,3 milioni di euro ed il sindaco Biagio Di Muro

Ed è proprio nelle intercettazioni della 'rossa' che emerge il quadro corruttivo. In particolare Cascella, dopo aver chiuso un accordo per il pagamento del 7% sull'appalto, decide di voler cacciare solo 10mila euro al momento della firma del contratto, una somma molto più bassa rispetto a quella pattuita. Fatto che fa andare su tutte le furie Loredana Di Giovanni che si sfoga con La Regina. "Io ho detto scusami, di che stiamo parlando. Perché a me mi sputano in faccia". E l'interlocutore della 'rossa', evidentemente sorpreso da quanto gli viene raccontato, si sfida ancor di più: "Io ti dico la verità, avevo pure pensato ad un'altra cosa, di parlare con l'impresa e farmeli anticipare da lei i soldi dai 120mila euro di progettazione, tu dici che questo pensa pure di dare 10mila euro, perché questo mi manda a fare in culo, ed io lo mando a fare n culo io a lui poi. Io c'ho da parcella per questo lavoro 120mila euro ti trovi? 60 sono di quota mia che poi devo dare i soldi a te, i soldi a Vincenzo Manocchio (membro della commissione di gara, nda) ti trovi? Quindi ho detto a lui, ho pensato, visto che a me me ne devi dare 120 come capogruppo che mo me ne anticipa 50 a lui che gli costa? Visto che tanto io a lui mo gli ho fatto vincere pure un'altra gara. Però se questo tu mi dici che invece ha scantonato su questa situazione io prima mi devo cioè a questo gli devo dire mo devi cacciare 110mila euro tutti in una nota, 60 a noi e 50 a …". 

Secondo quella che è stata la ricostruzione degli investigatori, per la gara doveva essere pagata una tangente di 100mila euro, dei quali 70mila a Di Muro ed al dirigente Roberto Di Tommaso e 30mila a Vincenzo Manocchio, membro della commissione di gara.

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