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Droga ed estorsioni, in 3 scelgono il rito abbreviato. La moglie del capozona sceglie il processo ordinario

12 / 11 / 2016

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Redazione

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Quattro imputati accusati di spaccio di droga a Caserta hanno scelto di essere processati col rito abbreviato. Maurizio Cappa, Fabrizio Iucchitto, Alberto Cecere e Rosa Zampella sono accusati di spaccio di stupefacenti ed il processo inizierà il 20 febbraio. Sono stati invece rinviati a giudizio Francesco Spaziante e Maria Piccirillo, moglie del capozona del rione Iacp Giovanni Capone. Loro rispondono, invece, di associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsioni. L’attività investigativa, avviata nel marzo del 2012, ha permesso di ricostruire una serie di episodi criminosi commessi da gruppi di soggetti diversi nell’ambito di un contesto temporale che va dal 2012 ed il 2013. In particolare, l’indagine ha consentito di appurare l’esistenza e l’operatività di un gruppo criminale di stampo mafioso riconducibile a Capone Giovanni, cl. 65, referente del clan Belforte sul comune di Caserta, ai suoi familiari ed al suo factotum, i quali si sono resi responsabili di una serie di richieste estorsive ai danni di commercianti del capoluogo. Le richieste di “pizzo” formulate a titolari di esercizi commerciali, che hanno denunciato gli episodi di cui erano stati vittime, venivano formulate in cambio di una ipotetica protezione concessa loro. Nel medesimo arco temporale e spaziale, gli inquirenti hanno individuato l’esistenza su Caserta di due organizzazioni dedite allo smercio di sostanze stupefacenti. I due gruppi criminali, organizzati per la distribuzione dello stupefacente nell’ambito di altrettanti rioni (Parco dei Fiori e Rione Vanvitelli), si rifornivano in Caivano ed erano capaci anche di provvedere alla trasformazione della sostanza acquistata. 

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