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CAMORRA IN COMUNE In 3 scelgono l'abbreviato. Chiesto il processo per l'ex vice sindaco ed altri imputati

10 / 11 / 2016

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Redazione

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Tre imputati scelgono il rito abbreviato mentre per altri nove arriva la richiesta del rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero. E’ il sunto dell’udienza preliminare svolta questa mattina davanti al gup del tribunale di Napoli Mario Morra a carico dell'ex vice sindaco del Comune di Caserta Vincenzo Ferraro e degli altri imputati nell'inchiesta sull'appalto pilotato dall'imprenditore vicino ai Belforte Angelo Grillo. Il rito abbreviato è stato scelto dal commercialista di Grillo, Antonio Finelli e da due ex dipendenti, tra cui Elpidio Baldassarre. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata, invece, oltre che per Ferraro e Grillo, anche per l'ex dirigente del Comune di Caserta Pino Gambardella, Gaetano Barbato, Immacolata Criscuolo, Alessandra De Rosa, Assunta e Paola Mincione, Pasquale Valente.

Secondo la ricostruzione del pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi che ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio lo scorso mese di settembre, Ferraro, insieme con l'ex funzionario alle politiche sociali Giuseppe Gambardella, avrebbe turbato la gara per l'affidamento del servizio di trasporto disabili in modo da aggiudicare l'appalto alla ditta «Voglia di Vivere», riconducibile di fatto all'imprenditore Angelo Grillo ritenuto vicino al clan Belforte di Marcianise, e procurando alla ditta stessa un ingiusto profitto. Questo in cambio di dazioni di denaro e viaggi in località di lusso come Sharm el Sheikh per tre anni consecutivi, dal 2008 al 2010. Un atteggiamento di preferenza che, secondo la Dda, si sarebbe realizzato attraverso una sorta di garanzia di prelazione nel pagamento delle fatture per il servizio reso.

Ma non solo l'appalto per il trasporto dei disabili. Anche quello per il servizio di pulizia del plesso Monumentale del Belvedere di San Leucio è finito nel mirino della magistratura antimafia con l'affidamento, avvenuto in «in maniera del tutto arbitraria», scrivono i magistrati, alla ditta Cesa, sempre riconducibile a Grillo, per un importo di circa 58mila euro per un anno, dall'ottobre 2005 a ottobre 2006. Tra il 2006 ed il 2007 la Cesa ha svolto anche il servizio di custodia e verifica degli spazi del plesso leuciano. Inoltre, secondo la ricostruzione della Procura, nel 2007 la Cesa avrebbe presentato, in seguito all'affidamento dei due servizi, un ricorso con ingiunzione venendo liquidata così per due volte. 

Tra i capi d'imputazione, infine, anche la presunta dazione di una somma di 1000 euro al mese, dal 2003 al 2006, da parte di Grillo a Ferraro. Somme mascherate dietro una consulenza aziendale di fatto mai svolta dall'ex vicesindaco ed assessore alle Politiche Sociali. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Gennaro Iannotti, Vittorio Giaquinto, Mascia, Pasquale Acconcia, Enrico Monaco.

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