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CAMORRA Ecco i pizzini degli estorsori. Un lungo elenco di nomi e cifre. I pentiti indicano le vittime

03 / 11 / 2014

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Giuseppe Perrotta

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Le intercettazioni, le dichiarazioni dei pentiti ma, soprattutto, un blitz importante che ha permesso di sequestrare cinque fogli con una lunga serie di nomi e cifre appuntati. E' anche grazie a questo punto investigativo che la Squadra Mobile di Caserta è riuscita a dare una svolta alle indagini che hanno portato, questa mattina, l'arresto di 34 persone (leggi qui) mentre altre 11 sono indagate a piede libero (leggi qui). Il blitz degli inquirenti arriva il 27 gennaio 2011 quando, a seguito di una telefonata intercettata, gli agenti hanno irruzione a casa di Pasquale Magliocca Fasulill a Maddaloni, dove vengono ritrovate un marsupio contenente una pistola semiautomatica Glock (modello 19C, calibro 9x19, con matricola punzonata completa di caricatore contenente 7 cartucce cal. 9 parabellum custodita  in una fondina ascellare); un ovulo di cocaina avvolto in cellophane trasparente del peso lordo di 16,06  grammi; un  bilancino elettronico di precisione marca Wunder  mod. Mini di colore nero. Inoltre, nella tasca del giubbotto di Magliocca, veniva trovato un porta occhiali in stoffa con all’interno cinque fogli manoscritti contenenti annotazioni di nomi e cifre. 

I nomi appuntati negli elenchi rinviano all'identità degli imprenditori e dei commercianti di cui si parla nelle intercettazioni quali destinatari delle richieste estorsive. Su questi nomi sono state cercate conferme anche dai pentiti Antonio Farina e Nicola Martino che hanno aiutato gli inquirenti a fare chiarezza sulle indicazioni. «Uno dei soggetti sottoposti ad estorsione era uno dei fratelli di Rispo Giancarlo, che gestiva un laboratorio di pasticceria alla via Lima di Maddaloni. Io non sono un grado di indicare tutte le modalità delle estorsioni in quanto di ciò se ne occupato prima Angelo Amoroso e poi Nicola Martino. Tra i soggetti estorti dal nostro gruppo vi era anche il titolare del bar Toto 13 sito in Maddaloni. Il titolare del bar che ha avuto a contatti direttamente con me, pagava o 500 o 1000 euro, tre volte l’anno, ed inoltre ci riforniva gratuitamente di schede telefoniche non intestate. Di riscuotere la tangente si occupava principalmente Vincenzo Micillo, che abitava nei pressi del bar.  In relazione alla voce Mataluno, posso dire che in Maddaloni vi erano due mobilifici a nome Mataluna che pagavano le estorsioni al nostro gruppo in tre rate di 1000 euro ciascuno. L’estorsione era gestita principalmente da Nicola Martino. A.D.R. Ciucitto era un imprenditore edile che ha sempre pagato al nostro gruppo, non ricordo il suo cognome, forse Tagliafierro, lui era il nipote di Salvatore Tagliafierro, ora deceduto. La voce Ciliendo ritengo si riferisca al titolare di un esercizio commerciale sito sulla via Nazionale Appia che vende bomboniere all’ingrosso di nome Ciliento. Anche lui ha sempre pagato l’estorsione al mio gruppo, da quando ha iniziato i lavorio della costruzione dello stabile in via nazionale Appia. La voce “Gemello giocata di Natale narciso bellagiò” si riferisce alla circostanza che quando nelle bische di Maddaloni, nel periodo natalizio le persone si riunivano a giocare a zecchinetta, una quota del monte premi veniva pagata al nostro gruppo. Il gemello a cui si fa riferimento è il fratellastro di Angelo Amoroso, di cui non ricordo il cognome, che generalmente circolava a bordo di un motociclo TMAX mentre Narciso Bellagiò e l’appellativo di CATTOLICO Narciso di cui ho ampiamente parlato. Epoca mattonelle si riferisce ad un deposito che vende materiale edile in Maddaloni  gestito da persone con le quali io mi sono accordato per il pagamento di estorsioni se non sbaglio la rate era di 5 mila euro tre volte l’anno di questo ho già parlato in precedenti interrogatori anche con riferimento alla circostanza che il titolare del deposito si lamentava che oltre a pagare le estorsioni era costretto a consegnare gratuitamente materiale edile a persone del mio gruppo. Voglio inoltre che in sede di sopralluogo ho riconosciuto il luogo dove era sito tale deposito.  La voce Lombardi Ospedale penso si riferisca al bar sito all’interno della clinica San Michele il cui titolare era sotto estorsione del nostro gruppo si tratta del cognato di Michele Lombardi detto “Michele Santoro” che esercita l’attività di cantante neomelodico. La voce “Tente Giardinetti” non è conosciuta da me io avevo sotto estorsione il titolare di un deposito di tendaggi sita in Maddaloni alla via nazionale Appia, di cui ho già peraltro nel corso di precedenti interrogatori. Posso ritenere che questa voce si riferisca ad un altro deposito sito in località “Giardinetti” che commercializza tendoni per camion. Papa era un negozio che stava nella nostra lista di persone estorte sito sia in Piazza a Maddaloni che a fianco alla stazione ferroviaria”.

Il pentito Farina oroseguiva nell’interrogatorio del 28 gennaio 2013: “La dizione Telefonini è una voce compresa anche nella lista delle estorsioni del nostro gruppo di cui ho parlato nel precedente interrogatorio. La voce telefonini era riferita alla ditta Metronic sita in Maddaloni alla via Napoli, il titolare a nome Salvatore oltre a rifornirci di telefonini gratis ci versava anche la tangente alle tre scadenze canoniche dell’importo se non sbaglio di mille euro. Voglio dire che Micillo Ciro, fratello di Micillo Vincenzo dello Mazzetta mise anche una bomba al suo negozio, nonché alla pizzeria “U Napoletano”sita di fronte nel 2002/2003 per punirlo delle accuse mosse nei suoi confronti per attività estorsive. La voce “Mericano” si riferisce ad imprenditori di Maddaloni, sono  tre fratelli, almeno quelli che ho conosciuti di nome Salvatore, Giovanni e Saverio Sferragatta che operano nel settore movimento terra. La loro ditta è sita a Maddaloni alla strada che porta a San Marco, non so il nome della strada, ma è quella nei cui pressi io stesso subii un agguato insieme a Peppe Delle Cave, agguato nel quale fu ucciso Delle Cave.  La voce Muscio si riferisce a Tedesco Antonio, imprenditore di Maddaloni di movimento terra. Anche lui era nostro amico, a me non pagava mai ma riscuoteva i soldi per conto nostro, i soldi indicati erano probabilmente le tangenti che lo stesso riscuoteva per il nostro gruppo e poi le girava a noi, ricordo che sicuramente lui riscuoteva i soldi dal titolare del negozio di ricambi mezzi agricoli a nome anche lui Tedesco sito in Maddaloni sulla statale di fianco “Meeting”. La voce Ardolino è il titolare del deposito di detersivi all’ingrosso sito in Maddaloni alla via Appia strada che porta a San Nicola La Strada. E’ un soggetto che sin da quando ha aperto ha versato la quota estorsiva al nostro gruppo, in particolare pagava mille euro alle tre scadenze canoniche.  La voce Benito Iorio si riferisce al titolare delle pompe funebri, socio di Valentino. La voce Pezze Carlo si riferisce al titolare di un deposito di pezze a Montedecoro nei pressi dell’abitazione di Martino Nicola, a non più di 300 metri, lui mi pare non sia nemmeno di Maddaloni, lui pagava direttamente a Martino Nicola, non so quanto pagasse in quanto Martino era colui che raccoglieva le quote per Montedecoro e poi ci portava e inserivamo nelle casse del clan l’ammontare complessivo. La voce Ragnino semaforo, non so a chi si riferisce, ci sono due o tre imprenditori a nome Ragnino, tutti pagavano, uno ha la ditta vicino alla ditta, zona Cucciarella di Maddaloni,titolare di un negozio di abbigliamento, poi c’è un Ragnino in via Napoli di Maddaloni che è sempre titolare di un negozio all’ingrosso di abbigliamento. Poi c’è un altro Ragnino, compariello di Mimuccio, cioè Amoroso Angelo che abita a via Baldini di Maddaloni, nei pressi dell’abitazione dove io prima abitavo che ha i magazzini a Caserta vicino alla vecchia Upim. Mimmuccio lo sfruttava per cambio assegni o altri piaceri.  La voce  Medigas è Salvatore titolare di una ditta di vendita gas che sta sulla statale di Maddaloni. Ci ha sempre pagato le tangenti , pagava 1500 euro alle tre scadenze canoniche. La voce  mozzarelle non precisamente chi sia, c’erano almeno sei sette caseifici che pagavano l’estorsione al nostro gruppo, in particolare mi ricordo di un caseificio che è sito sotto l’abitazione di Pino Rispo a via Napoli, che pagava direttamente a Pino Rispo, il cui padre mi consegnava l’importo. Lui pagava 1000 euro tra volte l’anno. La voce Del Monaco si riferisce alle Cave di Del Monaco, erano due cave che stavano a Maddaloni nella località da noi chiamata “zi Peppe”, i due titolari li chiamavano Cava sotto e cava Sopra erano due cugini che pagavano il primo mille euro tre volte l’anno, il secondo duemila sempre alle stesse scadenze. La voce Gazebo si riferisco al bar Gazebo sito nella zona del Giardinetto, il cui titolare ha sempre pagato al nostro gruppo la somma di tre mila euro tre volte l’anno. La voce Masino è riferita al negozio sito in via San Francesco d’Assisi, il cui titolare è Masino da cui riscuoteva direttamente Micillo Vincenzo, lui pagava se non erro 500 euro tre volte all’anno. La voce bowling si riferisce al titolare del bowling sito a Montedecoro sulla statale tra Maddaloni e Montedecoro, lui ha pagato sin dal momento della costruzione dell’edificio e poi quando ha iniziato a svolgere l’attività di bowling. La voce via Cancello Parcheggio e l’altro al fianco al Bar Meeting. Il primo è il parcheggio di cui ho già parlato dove faceva il custode Mimì u brutto, mentre l’altro parcheggio situato sempre sulla statale di Maddaloni a fianco il bar Meeting, la cui estorsione veniva riscossa da Micillo Vincenzo.  La voce Gerardo P posso intendere Gerardo Pizzette che ha un negozio di pizzette a taglio nella piazza di Maddaloni, all’incrocio tra via San Francesco d’Assisi e via Capillo, lui ha sempre pagato 500 euro tre volte l’anno. Fu inserito nella lista degli estorti per dispetto in quanto si era comportato male con la figlia di Amoroso Angelo. La voce Alvi Montedecoro si riferisce al SuperAlvi di Montedecoro che ha sempre pagato 7000 euro l’anno. Era sito all’incrocio sulla strada nazionale che porta a Santa Maria a Vico. La voce  Fioraia è riferito al negozio di fioraio che si trova vicino al parcheggio di Zi Totonno a Montedecoro, lui pagava due mila euro tre volte l’anno. ADR la voce Vale non si chi sia, in quanto i titolari dei negozi di pezze erano gestiti direttamente da Martino Nicola. La voce Tombini si riferisce ad una ditta che produceva tombini che ci pagava, ma io non so né quanto pagasse, né chi sia, in quanto erano estorsioni gestite direttamente da Micillo Vincenzo che le riscuoteva per conto del clan. La voce Pascarella Piazza è il titolare di un negozio di abbigliamento sito sul Corso di Maddaloni che ci pagava 2000 euro tra volte l’anno, inoltre ci riforniva gratuitamente di vestiti anche importanti e perciò pagava così poco”.

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