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CAMORRA A MADDALONI | Esposito era il nuovo boss. Mandante di aggressioni ed intimidazioni. LEGGI L' ORDINANZA

13 / 04 / 2018

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Redazione

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Come già evidenziato nell'ordinanza emessa in data 6 febbraio 2017, con la quale Esposito è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere per l'omicidio di Panipucci Daniele, crimine legato sempre allo spaccio della sostanza stupefacente.

Esposito, già affiliato al clan dei Belforte dei Maddalonesi, uscito dal carcere in data 15 marzo 2015, dopo una lunga detenzione, interrottasi solo nel 2008, si affaccia su uno scenario mutato: i numerosi arresti e condanne hanno decimato il gruppo, i capi sono in carcere e ciò gli aveva consentito di divenire, già nel 2008, allorquando veniva scarcerato e poi di nuovo arrestato nel 2009.

Il diretto referente, come lo erano stati Farina e Martino, nell'attività dello spaccio di sostanza stupefacente sul territorio di Maddaloni nei rioni di via Matilde Serao quartiere detto sotto le palazzine già gestito dai fratelli Senneca, pure arrestati unitamente a Panipucci Daniele. Significative sono sul punto le dichiarazioni di Lombardi Michele, il quale ti ferisce come i Senneca, che passavano trecento euro al clan mese per lo spaccio a Maddaloni, avessero continuato ad elargire regali ad Esposito Antonio anche quando era in carcere, rifiutandosi di versare altri soldi al clan e trovando poi un accordo con Lai e Lombardi.

Dunque, dopo la scarcerazione nel 2015, Esposito ritorna sulla scena e riprende il ruolo di referente diretto dello spaccio in Maddaloni e nel fiorente mercato del rione sotto le palazzine di via Matilde Serao. Tuttavia Panipucci Daniele, che opera insieme ai fratelli Senneca, ha incominciato ad agire in autonomia: è a lui che gli acquirenti, specie i più affezionati, si rivolgono direttamente ed è lui che decide di cominciare ad acquistare la sostanza stupefacente presso il più conveniente mercato di parco Verde di Caivano, come si evince dalle conversazioni intercettate in ambientale intercorse tra il suo uomo di fiducia, Salvetti Pasquale e Maiello Giovanni, addetto alla vendita al dettaglio della sostanza stupefacente per l'organizzazione criminale.

Allora Esposito Antonio, cresciuto con Panipucci Daniele, di cui si definisce amico fraterno, condividendone i lucrosi guadagni dell'attività di spaccio, comincia ad accusarlo di essere un infame, in un crescendo di minacce ed aggressioni, confermate dalle persone informate dei fatti, culminate nell' efferato crimine di Panipucci Daniele, attinto in data 25-3-2016 da colpi di arma da fuoco esplosi al viso a Maddaloni morirà dopo una lunga agonia in ospedale in data 2 giugno 2016.

Le reiterate minacce rivolte a Panipucci nel corso del tempo, portandosi finanche sotto la sua abitazione armato onde dimostrare chi comandava sul territorio, sono sfociate, in un crescendo di violenze, nell'efferato fatto di sangue. Esposito, coadiuvato dai sodali Mastropietro Antonio e Senneca Domenico, determinati dalla comune finalità di eliminare l'infame ex amico fraterno con il quale erano cresciuti, per lo spazio di autonomia che la vittima si era ritagliata nella questione dello spaccio sul territorio. non esitano a trucidarla con efferata crudeltà. sparandouli, materialmente l'Esposito, almeno due colpi di arma da fuoco uno dei quali attinge la vittima nella parte mandibolare sinistra.

Le vicende in esame vedono ancora una volta Esposito coinvolto nel traffico di sostanze stupefacenti questa volta a capo di una organizzazione criminale dedita allo spaccio sul territorio di Maddaloni sia nel quartiere le palazzine - ora gestito anche da Romano Fabio (lo stesso che lo accompagna a minacciare i familiari di Panipucci), essendo stati i Senneca tratti in arresto - che nell'altrettanto degradante quartiere di via Feudo . di cui fanno parte i sottogruppi riferibili a Romano Fabio, Padovano Antonio, Zampella Aniello e Gagliardi Orazio con la madre Bernardi Antonietta.

Le numerosissime telefonate mostrano come Esposito, anche quando detenuto agli arresti domiciliaci per altro fatto, continua a dirigere il gruppo dedito allo spaccio a dettaglio sul territorio e soprattutto a chiedere incessantemente continui rifornimenti di sostanza stupefacente per uso personale, ricevendoli in consegna tramite il suo factotum Tedesco Biagio direttamente dagli spacciatori al suo servizio. E soprattutto continua a percepire le quote versate mensilmente o settimanalmente per rimpinguare le casse del clan di cui è referente.

Lo rivelano i collaboratori di giustizia Lombardi Michele e la Manna Iuri, le cui dichiarazioni forniscono ulteriori preziosi dettagli e ricostruiscono la rete criminale dello spaccio organizzato diretto da Esposito ed il dovuto versamento ai sottogruppi dediti allo spaccio di quote variabili tra i trecento ed i cinquecento euro a settimana destinate al clan Belforte, che consente lo spaccio a dettaglio sul territorio di Maddaloni o imponendo canali autorizzati per il rifornimento o lasciando libertà nella scelta dei mercati di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, ma comunque pretendendo il versamento di quote.

Le conversioni che coinvolgono Esposito, affamato di dosi di cocaina per uso personale raccontano soprattutto l'esercizio di potere che il boss riveste sulla rete degli spacciatori a lui sottoposti.

Va evidenziato come, la ricerca compulsiva di cocaina per uso esclusivamente personale da parte di Esposito non scalfisce o ridimensiona il ruolo da lui rivestito. Esposito continua a dirigere il gruppo di spaccio anche se ricerca spasmodicamente dosi di cocaina e continua a percepire il versamento di quote per il clan.

Certo l'arresto e la sottoposizione agli arresti domiciliari, ove mostra in modo evidente la dipendenza dalla cocaina, rendono necessario, ad un certo punto. che le redini del comando siano assunte da Mastropietro Antonio che continua a gestire la lucrosa rete di spaccio sul territorio di Maddaloni arricchendo le casse del clan di cui è referente. Ma Esposito continua ad esercitare il ruolo di boss e di comando come emerge dalle numerose conversazioni esaminate, autorizzando il rifornimento della sostanza stupefacente presso altre piazze, percependo le quote dello spaccio e vessando i suoi spacciatori con le compulsive richieste di cocaina che non paga perché è lui a comandare: ed anzi inveisce violentemente contro Padovano, allorquando timidamente avanza richieste di pagamento delle dosi di cocaina che gli procura e strattona con altrettanta violenza gli spacciatori che gli consegnano sostanza stupefacente scadente, che pretende a tutte le ore del giorno e della notte

Le telefonate confermano il carattere violento e collerico. Una personalità violenta e spietata che già emergeva nella ordinanza precedente ancora nella sua più nuda concretezza allorquando il predetto, accompagnato da Romano Fabio detto o' zingariello, odierno indagato, ed uomo di fiducia di Essposito, due giorni dopo l'agguato di sangue e mentre Panipucci Daniele lottava in ospedale tra la vita e la morte, nel pomeriggio del 27.5.2016. avvicina il fratello della vittima, Panipucci Fabio presso il salone Gianni Style in Maddaloni, minacciandolo pesantemente al line di intimidirlo e costringere i suoi familiari a ritrattare le accuse formulate nei suoi confronti in merito al ferimento del fratello Daniele.

L'indole violenta di Esposito Antonio emergeva in tutta la sua spietatezza anche dalle conversazioni acquisite nel corso delle citate operazioni di intercettazione del cellulare, intestata alla cognata Arciero Marianna, nel corso delle quali incaricava Ragnino Tommaso detto o’ piloss. (acquirente di cocaina delle cessioni contestate a Tedesco), di "dare una lezione" ad un ragazzo, colpevole di essersi comportato male con un suo parente.

La conversazione documenta come Esposito Antonio, in precedenza. abbia inviato al sicario Ragnino, mediante un social forum, una foto del ragazzo che questi deve cercare. Tuttavia Ragnino Tommaso, individua un ragazzo sbagliato che professa la sua estraneità e, nonostante ciò, obbedendo ad Esposito e nonostante l'errore di persona, lo aggredisce punendolo: poi spiega ad Esposito che il ragazzo da rintracciare è della zona della "Cucciarella" e che la foto inviatagli non corrisponde al ragazzo da lui bloccato.

Esposito si altera perché dice di aver sentito il ragazzo che gli aveva dato dello scemo e voleva andare fino a casa dell'Esposito per perorare l'errore di persona. Esposito non demorde e incalza Ragnino affinché continui a cercare il giovane "da punire".

L'episodio è sintomatico del fatto che Esposito sia aduso a ricorrere alla violenza per qualsiasi motivo, anche il più banale.

Ciò si evince anche da altra vicenda pure sopra descritta per la quale Esposito veniva tratto in arresto recentemente, dopo aver commesso l'efferato omicidio di Panipucci Daniele in data 1 agosto 2016 dal Commissariato P.S. di Maddaloni per il reato di lesioni aggravate ai danni di Iulio Antonio, punito per non aver preso pane al funerale di suo zio ed aggredito in un esercizio pubblico mentre consumava una birra, alle spalle scaraventandolo nella porta a vetri del locale, che si rompeva in mille frantumi, facendo rovinare la vittima tra i frammenti di vetro in terra sul marciapiede all'esterno del locale. Il giovane si alzava barcollando e riusciva a sottrarsi alla furia di Esposito che cercava nuovamente di aggredirlo fuggendo sanguinante fin quando. accasciatosi a terra, non veniva soccorso dal fratello e trasportato in ospedale

ANTONIO ESPOSITO CAMORRA MADDALONI
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