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CAMORRA Annullata la sospensione al finanziere accusato di aver rivelato le indagini su Fontana

04 / 09 / 2015

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Redazione

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Operazione Medea: il tribunale del Riesame annulla la sospensione di 60 giorni a carico del finanziere Silvano Monaco di Santa Maria Capua Vetere indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla camorra infiltrata al Comune di Caserta. Il 28 agosto scorso si celebro' l'udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Napoli (presidente Elvira Russo) che, accogliendo il ricorso, ha disposto l'annullamento della ordinanza applicativa della misura interdittiva e, dunque, la immediata reintegra nel servizio. A Monaco veniva (e viene tuttora) contestato il reato di rivelazione del segreto di ufficio aggravato dall'articolo 7. L'accusa deriva da una intercettazione ambientale in cui il Giuseppe (detto Pino) Fontana conversando al'interno della propria autovettura con l'imprenditore Pasquale Lombardo di Marcianise, in data 17 aprile 2013 , avrebbe fatto riferimento ad indagini in corso a carico del fratello (di Fontana) a nome Orlando e condotte dalla dalla Guardia di Finanza di Caserta. Dal contesto della conversazione e stante il riferimento all'allora autista del Comandante Provinciale della Finanza Amendola, (l'Appuntato Silvano Monaco), secondo la Dda sarebbe stato lui a veicolare queste informazioni riservate a Pino Fontana. Di diverso avviso la difesa del Monaco, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Dessi' e Mariano Omartoi quali hanno posto in luce come manchi ogni riscontro oggettivo alle "chiacchiere in liberta'" del Fontana e dunque all'ipotesi della Procura dimostrando, ad esempio. che il Colonnello Amendola (a dispetto proprio di quanto asserisce Fontana in quel colloquio intercettato) non ha mai fatto da testimone di nozze a Monaco (e' stata prodotta certificazione della Curia, ndr) ne' che Fontana abbia mai sponsorizzato manifestazioni ciclistiche di Monaco, semplicemente perche' da quest'ultimo mai organizzate. Inoltre, hanno dimostrato che il loro assistito in quelle circostanze di tempo non ricopriva alcun incarico di polizia giudiziaria ne' aveva mai ricevuto dal suo comando deleghe investigative nell'ambito del procedimento penale in questione a carico di Orlando Fontana. Ergo non avrebbe nemmeno potuto venire a conoscenza di quelle informazioni prima ancora di rivelarle a chicchessia.

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