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Caos a Mondragone, il democratico Falco: ‘Il silenzio dei miei dirigenti è complice, sbagliato l’accordo col Pdl’

17 / 05 / 2013

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Redazione

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“La vicenda politica che và delineandosi a Mondragone, con la paventata collaborazione del Partito Democratico ad un governo locale con il sindaco Pdl Giovanni Schiappa ha dell’inverosimile ma  la cosa più grave ed incomprensibile è da un lato il tentativo giustificativo dell’operazione in essere e parimente il silenzio assordante di una classe dirigente ed istituzionale del Partito Democratico casertano”. È quanto afferma in una nota il componente della direzione provinciale del Pd casertano, Gennaro Falco. “D’altro canto – continua Falco - gli amici democratici di Mondragone avrebbero dovuto far tesoro di vicissitudini analoghe subite non più tardi di anno fa, quando la giunta di centro sinistra guidata dall’allora sindaco Achille Cennami fu impallinata dal cosiddetto fuoco amico e con il concorso di quanti oggi ci chiedono di assumerci delle responsabilità per chissà quale  bene alto della città. I cittadini di Mondragone ci hanno dato una grande responsabilità, ossia di vigilare e di opporre una forte azione di contrasto e di controllo ad una maggioranza che è apparsa dal primo momento frazionata, litigiosa e per questo non capace di guidare un processo di cambiamento della città. Le dimissioni di Schiappa dimostrano, secondo Falco, che la fine della giunta Cenname era stata “una grande responsabilità di quanti l’avevano procurata. Oggi dovremmo inchinarci al volere di questi signori ed abiurare al gioco democratico che ci ha visti all’opposizione, essere parte di scontri che  si autoalimentano  nel centrodestra a Mondragone, di cui anche noi siamo stati vittima, il tutto perchè saremmo chiamati ad un governo di salute pubblica, per scongiurare una vacazio della politica con un ennesimo commissariamento prefettizio”. Falco si scaglia quindi contro quella parte del partito che vede con favore un accordo con Schiappa: “Il Pd di Mondragone ha contribuito in quest’anno di amministrazione Schiappa a fare una dura, chiara e netta opposizione che ha svelato il patto scellerato di potere perpetuato ai nostri danni; abbiamo contribuito con tenacia a smascherare le contraddizioni e le insufficienze della compagine Schiappa ed ora che facciamo…ci apprestiamo a mantenere in sella un sindaco che è il principale responsabile di quanto accaduto. Mi domando perché il gruppo consiliare Pd di Mondragone giunga a tutto ciò, un’operazione del genere deve avere avalli e garanzie del vertice provinciale del mio partito, degli altri non commento, e ne deduco ciò dal silenzio assordante di quanti hanno frequentato quella piazza mondragonese, e ricordo ai tanti l’assenza e le contraddizioni del mio partito nella vicenda dello scioglimento dell’amministrazione Cenname, tranne pochi come il sottoscritto, che denunciò anzitempo che amici del Pd tramavano e contribuivano al fuoco amico nei confronti di Cenname, proponendo nella prima direzione dell’era Abbate mozione di sfiducia e provvedimenti disciplinari verso chi , iscritto al Pd si fosse mostrato partecipe della caduta della nostra amministrazione”. Falco ricostruisce anche la travaglia amministrazione Cenname: “Ricordo ancora le difficoltà che furono procurate a Cenname nella costituzione del suo cartello elettorale di centrosinistra, impedendo di fatto di parlare per nome e per conto del Pd e ricordo della grande assenza dell’allora commissario locale della sezione di Mondragone , Dario Abbate. Tutto questo non ha impedito a Mondragone il rinascere del Partito Democratico, che ci ha visti in modo corale impegnati al fianco di Cenname. Credo che le dimissioni rassegnate dal segretario della locale sezione del PD vadano respinte con la stessa forza che ho ravvisato nella nota di dimissioni dello stesso segretario Fardella. Penso che i grandi dirigenti del mio partito e le autorevoli figure istituzionali dello stesso, debbano prendere una posizione su ciò che sta accadendo a Mondragone, mai come in questo caso il silenzio è complice. Vorrei – conclude Gennaro Falco - che il mio partito fosse capace di essere un corpo unico nelle questioni  di sostanza. Immagino di non dover assistere ad un accordo a livello locale tra Pd e Pdl”. 
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