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Caos rifiuti a Capua, i consiglieri di opposizione: 'Gestione fallimentare dell'amministrazione Antropoli'

10 / 02 / 2015

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Redazione

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I capigruppo e consiglieri comunali di Capua Fabio Buglione, Pasquale Frattasi, Antonio Gucchierato e Antonio Minoja tornano ad accusare la giunta Antropoli per la gestione “fallimentare” del settore Rifiuti e Ambiente, chiedendo le dimissioni dell’assessore delegato Marco Ricci. I consiglieri di opposizione hanno infatti pubblicato un manifesto per spiegare punto per punto il fallimento dell’amministrazione: “Il settore Ecologia e Ambiente del Comune di Capua è, tra i vari fallimenti dell'Amministrazione, uno dei più emblematici. Lo si può facilmente riscontrare dalla lettura dei dati e dalla pessima situazione in cui versa la città. Per questo motivo, facendo seguito ad altre iniziative prodotte su tale argomento, abbiamo presentato una mozione affinché tutti i consiglieri possano esprimersi su un argomento di fondamentale importanza per tutti i cittadini. Facciano conoscere, pubblicamente, se giudicano positivamente la gestione in questo settore. Qualora, invece, come la stragrande maggioranza dei capuani, hanno anch'essi delle riserve su come è stato gestito il servizio, li invitiamo ad unirsi a noi nella richiesta al Sindaco di ritiro dell'incarico consiliare affidato a chi ne è già stato assessore nella precedente Amministrazione. Abbiamo consapevolezza che non sarebbe questa la questione risolutiva del problema, ma darebbe quanto meno il segnale di voler voltare pagina. Nella mozione presentata abbiamo evidenziato alcune delle criticità in cui versa il settore, qui riportate sinteticamente: dati della raccolta differenziata che collocano il Comune di Capua agli ultimi posti su scala regionale; in virtù di tali risultati, inferiori ai minimi di legge, commissariamento del Settore, affidamento dello stesso al Segretario Generale e ulteriore aggravio di spese per l’Ente; crescita esponenziale del costo del servizio di raccolta e smaltimento, del tutto ingiustificata in virtù della qualità e quantità del servizio reso, attestandosi, per l’anno 2014, alla cifra record di € 4.179.595,43;  aumento vertiginoso del personale e del relativo costo, nonostante il fabbisogno richiederebbe numeri drasticamente inferiori; insorgenza di costosi contenziosi, anche in relazione ad ulteriori assunzioni di personale “ingiustificato”; un lungo periodo di tempo, al di là di ogni ragionevole giustificazione, caratterizzato da affidamenti diretti del servizio (bypassando gare ad evidenza pubblica!), tramite ordinanze sindacali a carattere di urgenza, non favorendo trasparenza, efficacia ed economicità in un settore fortemente a rischio; ulteriori affidamenti diretti per gli altri servizi di smaltimento, con costi ulteriormente superiori alla media degli altri comuni della provincia; tendenza ad attribuire i risultati negativi all'indisciplina dei cittadini, definendoli di volta in volta incivili ed evasori; servizio sempre più scadente con un costo per la collettività sempre più elevato;   sito utilizzato come cantiere (area S. Angelo in Formis), posto recentemente sotto sequestro in quanto non garantiva le condizioni igienico sanitarie ai lavoratori e la tutela ambientale dell’area”.

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