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Dissesto, Caputo: “Adottare un sistema di aliquote incrociate per favorire i contribuenti”

26 / 02 / 2017

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Alessio De Felice

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Con delibera 40/2013 di Consiglio Comunale, il Comune di Capua ha dichiarato il dissesto economico  finanziario, con un inevitabile innalzamento, al limite massimo, delle aliquote relative alle imposte comunali. A seguito di tale atto l’IMU  è stata fissata nella misura del 10,6 per mille. Nel 2014 con l’introduzione della IUC (IMU,TARI e TASI) è stato posto dalla norma il vincolo per il quale la sommatoria delle aliquote IMU e TASI non può superare la misura del 10,6 per mille. Il Comune di Capua ha mantenuto per gli anni 2014, 2015 e 2016, per le fattispecie diverse dall’abitazione principale, l’aliquota massima per l’IMU, azzerando l’aliquota TASI, nel rispetto del vincolo imposto dalla Legge. Ad oggi le aliquote sono così articolate : IMU 10,6 per mille e TASI 0.“Tale scelta risulta ampiamente criticabile – sostiene Gaetano Caputo, Presidente del Consiglio Comunale di Capua -  perché le precedenti Amministrazioni non hanno utilizzato gli strumenti previsti dal legislatore che avrebbero consentito, a parità di introito per l’Ente, una diminuzione della pressione fiscale, specie in capo ad aziende e professionisti”. Infatti le attività produttive possono dedurre IMU in quota pari al 20%  mentre invece TASI e TARI in quote pari al 100%. “ In effetti – continua Caputonel caso di differente ripartizione delle aliquote IMU – TASI, strutturata nella misura dell’8,1 per mille per l’IMU e 2,5 per la TASI, a parità di gettito per il Comune, il contribuente beneficerebbe di una significativa riduzione del carico fiscale, grazie ad una maggiore deducibilità della TASI rispetto all’IMU. A tal fine ho scritto, tra gli altri  al responsabile del settore economico e finanziario, all’assessore al bilancio e al presidente della commissione bilancio, per valutare la possibilità di adottare un sistema di aliquote incrociate IMU e TASI tale da favorire i contribuenti, in questo caso aziende, con una ripercussione positiva sul tessuto produttivo territoriale, senza peraltro comportare alcun minimo decremento alle entrate comunali. La deduzione è fruibile, infatti, dall’impresa o dal professionista, se l’immobile oggetto di tassazione è strumentale all’attività, per cui a trarne beneficio diretto sono le imprese locali, con ricadute positive sul nostro territorio. Ottimizzando gli strumenti di leva fiscale l’Ente, che è obbligato per legge per effetto del dissesto finanziario a mantenere aliquote al massimo, può tutelare le realtà già insediate nel nostro territorio e stimolare aziende che guardano con interesse al comune di Capua per i loro insediamenti”. 

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