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CAMORRA & POLITICA | Spuntano le intercettazioni: gli indagati sono 6. TUTTI I NOMI

04 / 02 / 2019

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Redazione

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Per ora non c’è traccia di voto scambio nell’inchiesta DDA che ha portato oggi all’arresto di Carmine Antropoli e di Francesco Zagaria, ma il clan si è mosso per orientare le elezioni comunali del 2016, poi vinte da Eduardo Centore. Il clan Zagaria sarebbe stato coinvolto anche nella scelta dei candidati: è questo lo scenario emerso dall’ordinanza del gip. 

Antropoli avrebbe fatto prendere a schiaffi da “Ciccio e Brezza” del clan suo complice un esponente politico per convincerlo a ritirare la candidatura nello schieramento di centrodestra, cosa che materialmente avvenne.

Il fatto sarebbe avvenuto nello studio medico di Antropoli, in via IV Novembre, nella frazione di Sant’Angelo in Formis, nel periodo precedente alle elezioni comunali di Capua del 2016; secondo quanto accertato dagli investigatori coordinati dalla Dda di Napoli, l’imprenditore Francesco Zagaria avrebbe preso a schiaffi davanti ad Antropoli un avversario politico che si era candidato alla carica di consigliere, intimandogli di ritirarsi dalle elezioni, cosa poi avvenuta.

A svelare il summit nello studio medico di Carmine Antropoli sono state le intercettazioni. Gli investigatori stavano, infatti, monitorando uno dei quattro indagati a piede libero quando sono riusciti a ricostruire ciò che era avvenuto nell’ufficio di Sant’Angelo in Formis alla presenza di Francesco Zagaria, l’altra persona arrestata insieme ad Antropoli. 

I carabinieri hanno accertato più di un incontro, sempre prima delle elezioni comunali del 2016, tra Antropoli e i due affiliati, in cui si parlava di politica e dell’appoggio da dare ai candidati di Antropoli. Due dei candidati eletti con molti voti al Consiglio comunale, Marco Ricci e Guido Taglialatela, sono indagati per concorso esterno in camorra

L’imprenditore, originario di Casapesenna, ma ormai da tempo residente a Capua e conosciuto come “Ciccio ‘e Brezza”, era tornato in libertà dopo essere stato coinvolto  due anni fa in un’indagine di camorra che aveva soltanto lambito i suoi rapporti con i colletti bianchi e i politici cittadini. 

Tra le accuse mosse a Zagaria c’è, però, quella di violenza privata che si riferisce proprio al famoso incontro nello studio di Antropoli, al quale i carabinieri arrivano dopo aver captato alcuni dialoghi di Marco De Luca. Saputo del vertice politico tra l’ex sindaco, Ciccio Zagaria e un aspirante candidato i carabinieri convocano in caserma proprio il possibile consigliere (poi non in lista) che conferma tutti i sospetti.

L’uomo riferisce di essere stato schiaffeggiato dall’imprenditore e convinto a ritirare la propria candidatura per favorire la coalizione di centrodestra. Un’azione che non servirà a molto visto che i partiti che convergevano su Chillemi vennero sonoramente battuti al primo turno dal centrosinistra che riuscì ad eleggere Eduardo Centore addirittura al primo turno.

Oltre ai due arrestati, Zagaria e Antropoli, nell’inchiesta figurano altri quattro indagati a piede libero: oltre ai già citati ex assessori Marco Ricci e Guido Taglialatela, ci sono Armando Porciello, persona vicina a Ricci, e Marco De Luca, titolare di un’agenzia. Si tratta di due figure marginali, coinvolte più che altro in incontri elettorali. 

Gli interrogatori di garanzia dell’ex sindaco e primario Carmine Andropoli e dell’imprenditore capuano Francesco Zagaria firmati dai pm della Dda di Napoli Alessandro D’Alessio e Maurizio Giordano, sono fissati per mercoledì mattina.

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