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11 INDAGATI | Corruzioni per licenze edilizie a Gaeta: nei guai imprenditore casertano. IL NOME

08 / 11 / 2018

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Redazione

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Un vero e proprio sistema per gestire negli ultimi anni in maniera illegale un filone dell’edilizia privata a Gaeta. L’ha smascherato il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino Beatrice Siravo che, concludendo le indagini preliminari a carico di undici persone indagati nell’ambito di un’inchiesta della Guardia di Finanza per corruzione, abuso d'ufficio, falsità ideologica, danneggiamento e illeciti in materia edilizia.

Nei guai, è finito un ingegnere unitamente ad altre 10 persone residenti tra Gaeta, Formia e Carmine Di Caterino, di San Cipriano d’Aversa. Tra gli indagati ci sono anche alcuni impiegati dell'ufficio tecnico del Comune di Gaeta, oltre all’imprenditore 44enne di San Cipriano, titolare della ditta che ha effettuato i lavori. A tutti è stato notificato un avviso di conclusioni delle indagini preliminari.

Secondo le risultanze investigative di questa organizzazione avrebbero fatto parte funzionari e dipendenti della ripartizione urbanistica del comune, tecnici privati ed proprietari di immobili il cui elemento comune denominatore sarebbe stato rappresentato dall’istruttore Cristoforo Accetta. E’ stato considerato il socio occulto dello studio tecnico di proprietà di Salvatorluca Tallaro presso il quale si appoggiavano due tecnici di Formia e Gaeta, Alessandro Liberace eAndrea Criscuolo, firmatari e presentatori delle pratiche edilizie che, alla fine, approvava al comune di Gaeta il geometra Accetta. Il sostituto Procuratore Siravo è arrivato ad ipotizzare un giro di mazzette che i vertici dell’organizzavano incassavano da semplici cittadini con l’obiettivo di velocizzare ed ottenere l’approvazione delle rispettive pratiche urbanistiche.

Secondo la Procura di Cassino questo clichè si sarebbe perpetrato dal 2011 sino al 2016 e nell’inchiesta è finito un po’ di tutto: dalla realizzazione di una palazzina di tre piani in via Fontania per ricavarvi 14 alloggi a quella, abusiva, di un canale di scolo delle acque meteoriche di tra la via Flacca e la sottostante spiaggia di Serapo con inevitabili problemi di tenuta idrogeologica. Si tratta di un castello accusatorio messo in piedi al termine di due anni di indagini svolte dal gruppo di Formia della Guardia di Finanza che ha conosciuto però un brusco stop nel momento in cui sono state chieste cinque provvedimenti cautelari: i domiciliari per Accetta, il divieto di dimora a Gaeta per Liberace e Criscuolo e finanche la sospensione dal servizio presso il comune di Gaeta dei funzionari Fulvia Marciano e Lilia Maria Pelliccia. Il Gip del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera non ha accolto le richieste della Procura non sussistendo più le ragioni che motivassero le esigenze cautelari per episodi definiti datati nel tempo e poi perché Accetta non ricopre più l’incarico grazie al quale avrebbe svolto il ruolo di “dominus” di questa organizzazione. Il Pm Siravo ha impugnato il diniego del Gip davanti il Tribunale del Riesame che si pronuncerà formalmente il 29 novembre.

Oltre ad Accetta, Criscuolo, Tallaro e Liberace, Marciano e Pelliccia, sono indagati anche Arcangelo Purgato, di Itri, Silvestro De Pasquale, di Gaeta, Carmine Di Caterino, di San Cipriano d’Aversa, Alessandro Cifra, di Latina, e Gennaro Grieco, di Cassino.

 

Carmine Di Caterino corruzione indagato
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