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‘Cartelle pazze’ dell’acqua a Cesa, il sindaco Liguori: ‘Problemi nati con la vecchia amministrazione’

21 / 06 / 2013

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Redazione

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Prosegue la polemica a Cesa tra l’amministrazione comunale guidata da Cesario Liguori e l’opposizione sul caso delle cosiddette “cartelle pazze” dell’acqua. La maggioranza prova a fare chiarezza sulla questione, rigettando le accuse e accusando la passata amministrazione della vicenda. “Le bollette dell’acqua del 2003 vennero inviate dal Comune nel 2006 – affermano dalla giunta - e dovevano essere pagate entro il 31 agosto del 2006. La società Poste e Tributi, incaricata della riscossione, presentò al Comune l’elenco dei morosi il 31 dicembre 2006. In tale elenco erano ricompresi anche coloro che avevano pagato la bolletta nel 2007 ed a queste persone, come ai morosi veri, venne notificata entro il 31 dicembre 2008, con raccomandata, la sollecitazione al pagamento o alla presentazione della ricevuta di avvenuto pagamento che i cittadini che oggi si lamentano non presentarono. Per tale motivo anch’essi nel 2009 finirono nel ruolo esecutivo degli utenti morosi composto da 642 utenti per un totale di 91mila euro. Dall’analisi dei versamenti presentati – continuano i rappresentanti della maggioranza - emerge che gli importi contestati sono quelli relativi ai versamenti effettuati nel 2007, dopo il rendiconto presentato da Poste e Tribut, e per i quali i cittadini, benché sollecitati alla presentazione della ricevuta nel 2008, non ritennero opportuno aderire alla richiesta dell’ufficio”. Essendo l’intera vicenda svoltasi tra il 2006 e il 2009, la maggioranza del sindaco Liguori evince che i problemi sono nati con la precedente amministrazione. “Questa amministrazione – conclude - si è attivata per evitare ulteriori conseguenze per gli utenti ed ha verificato che le istanze di annullamento in autotutela sino circa una cinquantina e che l’ufficio ha immediatamente provveduto ad emettere il relativo provvedimento”.
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