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Processo Cpl Concordia, Iovine: “Nei 7 comuni della metanizzazione erano tutti d’accordo”

01 / 04 / 2016

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Valentina Martinisi

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Il pentito Antonio Iovine ha partecipato in videoconferenza, in qualità di teste, al processo sulla Cpl Concordia, che si è celebrato stamani presso il Tribunale di Napoli. Il processo vede imputati i manager del consorzio modenese Cpl Concordia e alcuni imprenditori ritenuti affiliati al clan dei Casalesi. L'accusa è quella di avere metanizzato i comuni dell'Agroaversano, dopo aver stipulato un patto con la cosca e con i politici. Iovine ha parlato di una riunione in cui i Casalesi trovarono un accordo sulla metanizzazione del territorio. Zagaria indicò Antonio Piccolo come il suo uomo per quell’affare. Presenti a quella riunione, oltre a Iovine, anche i ras Giuseppe Caterino e Giuseppe Russo. Fu Piccolo ad organizzare l’arrivo della Concordia nell’agro aversano per i lavori di metanizzazione. “Alla Concordia conveniva fare le opere nell'Agroaversano perché l'interesse era vendere il gas, quindi Zagaria fece intervenire Piccolo il quale si organizzò per eseguire i lavori. D'altronde Piccolo stava a Modena già da anni e conosceva la Cpl Concordia. Noi, a nostra volta, eravamo d'accordo con le ditte per i lavori in subappalto». Iovine prosegue le proprie dichiarazioni con una rivelazione sorprendente: “Il clan doveva intervenire solo se i sindaci o i tecnici dei 7 comuni in cui si doveva fare la metanizzazione si fossero opposti, ma questo non avvenne, perché eravamo tutti d’accordo”. L’ex boss ha poi raccontato del periodo di latitanza vissuto con Michele Zagaria. “Abbiamo subito un fermo della polizia francese alla frontiera nord est, ma ci lasciarono andare, poi lui fu bloccato all’aeroporto mentre si stava recando in sud America, ma anche in quel caso andò tutto liscio”. Iovine ha spiegato il modo in cui riuscivano a viaggiare indisturbati, seppur ricercati. Per gli spostamenti utilizzavano documenti originali, sostituendo le foto degli intestatari con le proprie, utilizzando le identità di persone di fiducia, anche di un ex militare. 

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