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Scommesse e camorra: rinviati a giudizio i fratelli del boss Russo e un fantino

22 / 07 / 2016

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Valentina Martinisi

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Le indagini della Direzione investigativa antimafia di Napoli, nel settembre scorso, ha fatto luce su un’organizzazione dedita al controllo del sistema delle scommesse illecite, facente capo alla famiglia Russo di Casal di Principe, in particolare a Massimo e Corrado Russo, fratelli del boss recluso Peppe Russo detto “o’ padrino”. Nell’ordinanza c’erano 44 indagati. Di questi 15 saranno giudicati con rito ordinario, 30 hanno scelto e ottenuto il rito abbreviato davanti a un gup del Tribunale di Napoli, mentre altri 6 hanno ottenuto il patteggiamento della pena. Tra gli imputati che verranno giudicati con rito ordinario Corrado e Massimo Russo e il fantino Mario Minopoli, che ha montato in ippodromi internazionali il cavallo del boss Massimo Russo. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso al trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con minaccia o violenza e riciclaggio, reati aggravati dall’aver favorito il clan dei Casalesi. Dalle indagini  è emerso che la famiglia Russo si è imposta negli ultimi anni nel mercato del noleggio e della gestione delle slot machine e dei video poker. Inoltre i Russo erano attivi anche nella distribuzione di caffè, gestione di sale bingo, ristoranti nei centri commerciali, gestione dei cavalli da corsa e tipografie.

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