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5 ARRESTI Appalti truccati in cambio di un aiuto all'università per il figlio del dirigente

19 / 04 / 2017

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Redazione

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Da una costola dell’inchiesta Cpl Concordia è partita l’indagine che ha portato questa mattina i carabinieri del Noe e del Ros ad arrestare cinque persone con l’accusa, a vario titolo, di turbativa d’sta aggravata dall’aver favorito l’organizzazione criminale dei Casalesi. L’indagine ha riguardato la gestione degli appalti banditi dalla società ‘Tangenziale di Napoli’ Spa ed assegnati alla ditta Cogepi riconducibile alla famiglia Piccolo di Casapesenna

L’inchiesta è stata avviata a seguito di una denuncia che segnalava elementi di irregolarità nelle procedure negoziate relative agli appalti per un titolare di 1,6 milioni per la manutenzione delle galleria Capodimonte e Solfatara e della pavimentazione stradale della tangenziale di Napoli gestito dalla società interamente controllata dal gruppo Autostrade per l’Italia. Nello specifico la società, per individuare 30 imprese da invitare a ciascuna procedura negoziata, si era avvalsa di un elenco costituito nel 2011 per una precedente gara pubblica e per tale motivo accredito come affidabile. Gli accertamenti, svolti direttamente dalla Tangenziale di Napoli Spa, hanno permesso di stabilire come nell’elenco originale fosse stata successivamente inserita in maniera fraudolenta la Cogepi Srl, costituita nel 2013, che poi era risultata vincitrice di entrambe le gare. Le attività svolte dai carabinieri sul conto dei fratelli Antonio e Giovanni Piccolo (quest’ultimo deceduto) hanno permesso di ricostruire una fitta rete di contatti intercorsi con l’ex tecnico per la gestione contratti dell’Unità Affari societari e legali della società Tangenziale di Napoli, il quale, a fine di favorire la carriera universitaria del figlio, mediante l’intercessione di conoscenze di Giovanni Piccolo, si era reso parte attiva nel modificare l’elenco di ditte utilizzate dalla società Tangenziale di Napoli per l’assegnazione degli appalti, provvedendo ad atterrare gli atti di gara. Come è stato poi evidenziato dagli accertamenti tecnici condotti dal Ris di Roma, sulle buste offerte prodotte dalle ditte partecipanti alle gare sono emersi chiari indizi di forzosa apertura e successiva chiusura. Nel condizionare le gare l’ex tecnico si era altresì avvalso della collaborazione di una addetta alla segreteria dell’Unità Affari Societari e legali della società.

E’ stato raggiunto da custodia cautelare in carcere Antonio Piccolo, al quale viene contestato anche l’aggravante del metodo mafioso: l’imprenditore è già detenuto in quanto imprenditore legato da vincoli di cointeressenza a Michele Zagaria, come emerso nell’indagine sulla Cpl Concordia. Ai domiciliari sono finiti i figli di Piccolo (Michele di 24 anni e Iolanda di 27 anni, residenti il primo Casapesenna, la seconda a Giugliano), per il reato di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, in quanto proprietari della ditta Cogepi, nonchè l’ex tecnico Francesco Caprio, 50 anni di Marigliano, e la ex addetta alla segreteria, Paola Ciccarino, 51 anni di Napoli, a loro volta indagati per turbata libertà degli incanti. I militari hanno sequestrato anche le quote sociali della Cogepi stimate in 700mila euro. Indagato a piede libero anche Agostino Chisari, 60 anni, origini calabresi ma residente a Milano, amministratore delegato della Tangenziale di Napoli spa.

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