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CAMORRA A CASERTA, 16 INDAGATI. Arrestato il sindaco Del Gaudio e Polverino. TUTTI I NOMI

14 / 07 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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Tredici arresti eccellenti sono stati eseguiti questa notte dai carabinieri del Ros che hanno ammanettato e portato in carcere il sindaco (sfiduciato) di Caserta Pio Del Gaudio, l'ex consigliere regionale Angelo Polverino (riferimento politico di Del Gaudio) ed altri imprenditori. Richiesta d'arresto anche per il deputato di Piedimonte Carlo Sarro, attuale commissario provinciale di Forza Italia. Le accuse vanno dall'associazione mafiosa alla corruzione, passando per l'intestazione fittizia di beni alla turbata liberta' degli incanti e finanziamenti illeciti a partiti politici. Sono stati sequestrati anche beni per 11 milioni di euro. 

Il gip analizza gli esiti di una complessa indagine condotta dai carabinieri del Ros, supportati dai carabinieri del comando provinciale di Caserta, nei confronti di una serie di imprenditori edili di Casapesenna in stretto collegamento, fra gli altri, con alcuni esponenti politici locali e nazionali. Fra i soggetti colpiti dal provvedimento ci sono Carlo Sarro, deputato, l'ex senatore Tommaso Barbato, l'ex consigliere regionale Angelo Polverino, e l'ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio.

Il gip ritiene che vi siano gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'imprenditore edile Giuseppe Fontana. In particolare, attraverso le attivita' di intercettazione, il giudice ha ritenuto accertato come Fontana, dal 2009, dopo essere stato colpito da un'interdittiva antimafia, sia stato costretto a non poter piu' contrattare con la pubblica amministrazione. Tuttavia costui ha posto in essere una strategia volta ad eludere tale divieto.

In primis ha presentato una denuncia ai carabinieri di Casal di Principe, insieme ad altri imprenditori della zona, di una serie di episodi estorsivi riconducibili all'allora latitante Michele Zagaria. Al riguardo, grazie alle intercettazioni telefoniche, si e' subito compreso come i fatti denunciati rappresentassero solamente l'inizio di un piu' complesso disegno finalizzato a ottenere una rigenerazione di tutti gli imprenditori che, anche a seguito della costituzione di un'associazione antiracket, avrebbe garantito loro nuove commesse con la pubblica amministrazione. Il gip da' conto che quanto emerso e' stato recentemente confermato anche dallo stesso Michele Zagaria il quale, in occasione di un pubblico processo, ha spontaneamente negato di essere il mandante delle estorsioni denunciate, precisando, di contro, di essere stato molto legato dal punto di vista economico ed 'affettivo' agli imprenditori che lo avevano denunciato.

Gli imprenditori, inoltre, avevano un rapporto radicato di amicizia con Giovanni Cosentino e Maria Costanza Esposito, rispettivamente fratello e moglie di Nicola Cosentino. Mediante la loro intercessione, Giuseppe Fontana ha tentato di ottenere dall'onorevole Carlo Sarro, commissario straordinario dell'Ato 3 'Sarnese-Vesuviano', Ente d'Ambito che gestisce i servizi idrici nelle province di Napoli e Salerno, l'assegnazione di un grippo appalto bandito, rappresentando l'intenzione, qualora la sua richiesta non fosse stata esaudita, di denunciato lo stesso Carlo Sarro, in quanto destinatario di una tangente di 2,5 milioni di euro. Il gip ritiene che si sia accertato che quest'ultimo, con la complicità' degli imprenditori edili Lorenzo Piccolo ed Antonio Fontana, baia turbato il regolare svolgimento della gara d'appalto bandita dalla Gori Spa relativa ai 'lavori di manutenzione, pronto intervento, rifunzionalizzazione, ricostruzione e riabilitazione delle reti idriche e fognarie" per un importo stimato, Iva esclusa, di 31 milioni e 710mila euro. Secondo il gip Sarro ha garantito l'aggiudicazione, in complessivi tre lotti, a ditte riconducibili al clan di Michele Zagaria, ed in particolare all'impresa di Lorenzo Piccolo (Idroeco srl), ed al Consorzio Stabili Grandi Opere Sc riconducibile ad Antonio Fontana.

Gli imprenditori avrebbero poi elargito, a seguito della promessa di aggiudicazione di appalti pubblici, somme di denaro a esponenti politici locali, ovvero al consigliere regionale Angelo Polverino, in occasione delle elezioni del 201o, ed all'ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, in occasione della sua candidatura a primo cittadino di Caserta nel 2011. Proprio dalle parole dello stesso Giuseppe Fontana proveniva l'ammissione di avere consegnato a Del Gaudio la somma di 30mila euro e quindi la successiva pretesa di restituzione, atteso che, di fatto, tale elargizione non gli aveva arrecato alcun vantaggio economico. Analoga condotta e' stata posta in essere anche nei confronti di Polverino, al quale Fontana risulta avere corrisposto, su indicazione dello stesso Del Gaudio, la somma di 20mila euro, previa promessa di una condotta generale di appoggio alle sue richieste, ovvero di fare assegnare a ditte a lui riconducibili lavori pubblici.

Gli imprenditori poi coltivavano anche amicizie con appartenenti alle forze di polizia, con lo scopo di far decadere, formalmente, tutti quei presupposti e dati di fatto che, attraverso le informazioni antimafia redatte, avevano dato luogo all'emissione del provvedimento interdittivo nei loro confronti. In particolare si e' assistito al coinvolgimento di un appartenente all'arma dei carabinieri, in quanto stimolato ad intercedere con gli addetti alla stesura delle informazioni antimafia, nonche' sollecitato a riferire a Giovanni Cosentino ed a Giuseppe Fontana notizie riservate in merito allo svolgimento di indagini sul conto della famiglia Cosentino. Della stessa indole e' apparso il legame amicale con un appartenente alla Guardia di Finanza, il cui rapporto di frequentazione era finalizzato principalmente ed a conoscere l'esito delle attivita' investigative che la polizia tributaria stava conducendo nei confronti del Consorzio Appalti Grandi Opere riconducibili alla famiglia Fontana e nei riguardi di Orlando Fontana, fratello di Giuseppe

Infine e' stata acquisita, tramite un prestanome, il 51% di una societa' di costruzioni, la Isi Costruzioni Generali srl. Con una nuova veste Fontana ha quindi tessuto una serie di rapporti con esponenti politici campani dai quali e' riuscito ad ottenere la promessa di grossi appalti.

Il gip ha ritenuto accertato che il sistema, poggiandosi su una ristretta cerchia di imprenditori edili tutti riconducili a Michele Zagaria, per hanno ha sfruttato una condizione di oligopolio che ha permesso, alle stesse aziende, di acquisire ingenti commesse da parte dell'Ente Regione Campania. In particolare Tommaso Barbato, agendo dapprima in qualita' di responsabile del settore regionale collegato al Ciclo Integrato delle Acque e, successivamente, nelle vesti di consigliere regionale dell'Udeur e di Senatore della Repubblica, e, da ultimo, di persone comunque impegnata in attivita' politiche, procurava ai diversi imprenditori legali al gruppo Zagaria continue commesse in regime di 'somma urgenza' per la manutenzione e la gestione degli acquedotti regionali della Campania, con la conseguente fruizione da parte del clan di uno strumento di sostentamento stabile e di apparente provenienza lecita, ricevendo in cambio somme di denaro ed appoggio elettorale.

Il gip ha ritenuto riscontrato il coinvolgimento di Giuseppe Fontana e di suo fratello orlando in una vicenda riguardante l'omesso sequestro di un supporto magnetico - una chiavetta Usb a forma di cuore, rinvenuto nel bunker di Michele Zagaria il giorno della sua cattura. In particolare nell'ordinanza e' specificato che Orlando Fontana, grazie alla complicita' di un non meglio identificato appartenente alla polizia d stato e previa consegna della domma di 50mila euro, ha custodito il supporto informativo riconducibile a Michele Zagaria prima di passarlo ad un altro appartenente al clan dei Casalesi al fine di tenerne celato il contenuto.

ELENCO ARRESTATI

Giuseppe Fontana, 48 anni, Casapesenna (in carcere)

Tommaso Barbato, Marigliano, 63 anni (in carcere)

Pio Del Gaudio, Caserta, 48 anni (in carcere)

Antonio Fontana, Casapesenna, 54 anni (in carcere)

Orlando Fontana, Caserta, 42 anni (in carcere)

Luciano Licenza, Casapesenna, 49 anni (in carcere)

Vincenzo Pellegrino, Casapesenna, 45 anni (in carcere)

Bartolomeso Piccolo, Casapesenna, 57 anni (in carcere)

Lorenzo Piccolo, Casapesenna, 73 anni (in carcere)

Angelo Polverino, Caserta, 58 anni (in carcere)

Alessandro Cervizzi, Caserta, 54 anni, (domiciliari)

Carmine Lauritano, nato Caserta, 53 anni (domiciliari)

Francesco Martino, Casapesenna, 51 anni (domiciliari)

Carlo Sarro, nato a Piedimonte, 56 anni (domiciliari-richiesta di autorizzazione alla Camera)

Gino Martino, Casapesenna, 52 anni (indagato a piede libero)

Silvano Monaco, 42 anni, Santa Maria Capua Vetere (indagato a piede libero)

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