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A Caserta 15mila 'lavoratori invisibili' nelle campagne. E la Cgil onora Jerry Masslo

22 / 08 / 2015

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Redazione

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Nella mattinata del prossimo 25 agosto, la Cgil di Caserta, insieme all’Amministrazione Comunale di Villa Literno, ricordera' la morte di Jerry Essan Masslo, il bracciante agricolo, ucciso nelle campagne di Villa Literno, il 25 agosto del 1989, con una breve commemorazione nel cimitero di Villa Literno.  “In un momento particolare in cui il fenomeno dello sfruttamento in nero dei lavoratori, stranieri e non, balza ripetutamente alla ribalta, pur riconoscendo l’azione di controllo effettuata dalle forze dell’ordine, per l’individuazione di lavoratori in nero, immigrati e oriundi, siamo convinti che l’impegno per la lotta al caporalato debba continuare con forza, affinche' la piaga sociale dello sfruttamento venga completamente sanata”. Si e' espressa così Camilla Bernabei, Segretaria Generale della Cgil Caserta, in un momento molto delicato per il nostro Paese, sul fronte del lavoro illegale, e anche alla luce delle numerose sollecitazioni rivolte agli organi competenti della nostra provincia, non ultima quella operata nel corso dell’incontro con il dottor Francesco Messina, questore di Caserta, avvenuta ai primi di agosto. “Sono esponenziali i numeri stimati dalla Flai Cgil di Caserta, dei lavoratori irregolari delle campagne, sparsi sul territorio casertano – ha dichiarato Tammaro Della Corte, della Flai Cgil Caserta - 15.000 in tutto, per lo piu' senza contratto, prevalentemente immigrati. In particolare 2000 a Villa Literno, 2500 a Parete, 3000 a Mondragone, 1000 a Francolise, 1000 a Casal di Principe, 1000 a Cancello ed Arnone, 1500 a Sparanise, 1000 a Santa Maria la Fossa, 1000 a Castel Volturno”. Quella del  25 agosto, quindi, e' una data importate, in cui bisogna ricordare Masslo e le altre vittime delle illegalita', per non perdere d'occhio le battaglie non ancora chiuse in Italia: l’obiettivo e' quello di ottenere maggiori controlli sul lavoro nelle campagne affinche' si tutelino i diritti dei braccianti, stranieri e non, e si facilitino  politiche di intercultura e integrazione, per una civile convivenza.

 

 

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