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Liste sfaldate, partiti contenitori, consiglieri solitari: ecco i nodi che attanagliano il sindaco di Caserta

28 / 08 / 2016

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Giuseppe Perrotta

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Domenico Guida, Roberto Peluso, Donato Tenga, Giovanni Megna, Emiliano Casale: cinque nomi da tenere a mente, cinque consiglieri che hanno abbandonato i gruppi (le liste) che li hanno aiutati ad essere eletti in consiglio comunale a neanche due mesi dal ballottaggio. Cinque addii che fotografano una situazione che sembrava abbastanza chiara in campagna elettorale ma che oggi si dimostra in tutta la sua schiettezza: la coalizione a sostegno del candidato sindaco Carlo Marino è stata costruita per vincere (e lo ha fatto), ma difficilmente permetterà al sindaco di governare. Quando i consiglieri comunali cominciano ad andare per 'conto proprio' senza un regista che riesca a fare da traid union la strada è sempre molto in salita. Lo dice la storia, non certo noi. L'ultimo sindaco a completare i 5 anni di amministrazione è stato 'il primo' Luigi Falco, l'ultima amministrazione comunale che aveva ancora partiti capaci di svolgere il proprio ruolo di mediatori tra il sindaco ed i desiderata dei consiglieri. Poi è stata la volta di Nicodemo Petteruti ed ancora di Pio Del Gaudio, che hanno pagato proprio per l'eccessiva presenza di gruppi 'sparigliati' senza alcuna guida o idea di dove andare a parare. Già, perché ancora oggi, la storia, o meglio, l'errore sembra essere sempre lo stesso: nessuno degli attuali amministratori (sindaco escluso…) sembra avere un'idea del futuro. Tutti lavorano per 'ottenere' qualcosa adesso, senza pensare a costruire un gruppo, un movimento, un'idea di partito. "Tanto - pensano - il posto in una lista lo trovo sempre". Già, le famose liste civiche che stanno uccidendo la politica cittadina e provinciale in tutti i territori e che rappresentano una mina vagante per gli amministratori. Così come del resto quei 'partiti contenitori' che ospitano chiunque pur di far numero e conquistare consensi (almeno sulla carta). Marino ha una lunga esperienza politica alle spalle ed è cosciente della situazione che si sta venendo a creare, ma non deve commettere l'errore di farsi 'tenere in bilico' da chi oggi lavora solo per meri tornaconti personali. Caserta, oggi, non se lo può permettere.

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