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8 marzo al Diaz: la violenza di genere, educazione ai sentimenti come prevenzione

09 / 03 / 2016

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Redazione

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Oggi al Diaz  un incontro davvero speciale e ricco di significato: a parlare con i ragazzi Antonella Palermo, scrittrice e giornalista, ex alunna del Diaz, una giovane donna, un’eccellenza che ha saputo distinguersi in ogni attività in cui si è spesa. ” Veronica, solo l’amore non basta”, il libro di Antonella Palermo, per riflettere sulle dinamiche del femminicidio, sulla prevenzione più che sulla pena. Una storia vera raccontata con freschezza e con garbo, con una immediatezza espressiva che ne fa una lettura adatta agli adolescenti che riescono a identificarsi con molti aspetti della vita della giovane Veronica. L’incontro si è arricchito con l’intervista live del giornalista Piero Rossano che, dopo aver portato il saluto dell’on.le Camilla Sgambato in un certo senso madrina del libro e tra le destinatarie della dedica dell’autrice,  ha animato la discussione con le sue domande sulla storia di cui ha fatto i richiami di cronaca. “ Importante è riflettere su tutti quegli avvenimenti, anche insignificanti, su quelle tensioni e paure  nonché sui divieti e sui limiti che caratterizzavano  il rapporto d’amore  tra Veronica e Ludovico. Due ragazzi per bene, ma con una storia d’amore  i cui segnali negativi devono farci riflettere. Un’educazione sentimentale , ragazzi, è utile a indirizzare i comportamenti e, soprattutto, a farvi crescere nel rispetto della persona che amate. Quanti  litigi e quante questioni appartengono alla vita di molte ragazze e la solitudine, frutto anche di scelte e di vergogna, gioca un ruolo determinante. Ludovico non è un criminale, ma un “vinciuto”, uno che non può accettare di perdere, e uccide il suo amore, uccide Veronica che diventa l’oggetto bramato, la sua ossessione”. Emozionata nel suo liceo, Antonella ha conquistato con la sua vivacità la platea dei ragazzi (V,IV e III)  che costituiscono il gruppo di progetto “Consapevoli di non discriminare” e dalla sua storia la riflessione si è estesa all’educazione al sentimento, al rispetto, dalla violenza di genere alla consapevolezza dell’alterità, alla consapevolezza del valore dell’altro titolare di diritti, persona da rispettare nella propria libera individualità. La lettura di alcuni brani del libro dalla voce dell’alunna Zoe Natale Mannella è stata particolarmente toccante: una diciottenne che faceva rivivere la storia , dal tragico epilogo, di Veronica diciottenne… una storia che potrebbe essere la storia di una ragazza come tante finchè non finisce male. Attraverso la letteratura si educa ai sentimenti, i comportamenti dei personaggi le storie e le dinamiche degli eventi sono percorsi che fanno crescere in modo più consapevole, e il libro di Antonella Palermo si inserisce bene in questa letteratura che sa raccontare l’animo e il cuore.

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