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Disabili sfrattati, la presidente: "Il Comune si dovrebbe supportare invece ci sfratta"

02 / 04 / 2016

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Redazione

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La sezione di Caserta dell’Associazione Italiana Persone Down è nata nel 1989 grazie ad un piccolo gruppo di genitori. In tutti questi anni ha svolto una grande attività di inclusione delle persone con Sindrome di Down e di supporto alle loro famiglie. Inclusione vuol dire rendere queste persone parte di tutti i settori della società, con diritti e doveri: dalla scuola, all’ambito lavorativo, al tempo libero, fino ad arrivare alla maggiore autonomia possibile per tutti. 

Nella nostra associazione tutti i giorni si svolgono attività rivolte ad ogni fascia di età, a partire dalla prima infanzia,proseguendo  poi con  l’adolescenza, per cui   sono predisposti percorsi di educazione all’Autonomia.  Ed  infine, giunti all’età adulta, (18 ai 38 anni),  l’autonomia, anche quella abitativa, diventa  davvero una missione possibile!  L’Associazione Italiana Persone Down, investe sull’autonomia perché sa che questo si traduce in una migliore qualità della vita delle Persone con Sindrome di Down  e in costi minori per i servizi sociali.

Fino a ieri, pensavamo di essere compresi anche dagli enti locali, come il Comune di Caserta, che 26 anni fa ci ha concesso, in comodato d’uso gratuito, la sede di Via Ferrarecce N. 197  in cui abbiamo tuttora  la possibilità di costruire un futuro dignitoso per le persone con  Sindrome di Down.  Purtroppo abbiamo appreso che non possiamo più farlo, dato che il dirigente del Settore Patrimonio ci ha notificato l’ordinanza di liberare i locali dell’Associazione entro il termine di 15 giorni.

Da questo momento circa 90 famiglie perderanno ogni tipo di fiducia verso la possibilità di realizzare  il futuro dei loro figli con Sindrome di Down e tutto questo, è conseguenza , seppur indiretta, delle condizioni di dissesto finanziario in cui si trova il Comune di Caserta.

In qualità di genitore e anche di presidente della sezione di Caserta dell’Associazione Italiana Persone Down, mi domando: Un ente cardine come il Comune, non ha per primo, il dovere e la responsabilità di tutelare le persone con disabilità? Ha il compito di supportare  le associazioni che se ne occupano oppure di ostacolarle? 

Maria Giovanna Gionti, presidente AIPD sezione di Caserta 

                                                        

 

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