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CASERTA E' LA PEGGIORE PROVINCIA D' ITALIA, il quadro drammatico del nostro territorio

27 / 11 / 2017

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Redazione

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Ce n'eravamo accorti. La classifica de 'Il Sole 24 ore' fotografa una situazione drammatica della provincia di Caserta, la qualità della vita non è all'altezza. Anzi, direi proprio che non c'è, non esiste. Un territorio, quello della provincia di Caserta, dove quotidianamente bisogna lottare per i diritti essenziali garantiti dalla Costituzione (salute e lavoro davanti a tutti), che non offre speranze. Anche perché, ovunque ti giri, vedi solo amministratori interessati alla propria carriera; politici che litigano per occupare posizione di potere; cittadini che, pur di sopravvivere, sono costretti ad accettare di lavorare a nero o delinquere. Non è questa la terra in cui sognavamo di crescere i nostri figli, no. Ma ora davanti a noi ci sono due strade: uscire da Facebook ed iniziare a far sentire davvero le nostra voce o emigrare tutti da qui, cercando fortune lì dove sono stati più bravi e più intelligenti di noi. Di tutti noi.

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IL NORD IN TESTA 

E' Belluno la capitale d'Italia per qualità della vita, seguita in classifica da Aosta, che lo scorso anno era in vetta, e Sondrio. In coda Caserta, preceduta da Taranto e Reggio Calabria. E' quanto rileva il Sole 24 Ore nella sua annuale indagine nelle 110 province italiane, pubblicata oggi in prima pagina. Arretrano le grandi aree urbane, con Milano che scende dalla seconda alla ottava posizione. Roma, che ne perde undici, è ora ventiquattresima.

Torino perde cinque posti ed è quarantesima. Crolla di ben 21 posizioni Genova, che è ora 48sima. Cambia poco a Palermo (97esima, guadagna due posti) e Napoli (stabile al 107esimo posto), già nelle parti basse delle classifica.

L'indagine viene realizzata misurando ricchezza e consumi, lavoro, ambiente e servi, demografia, giustizia e sicurezza e cultura. Da quest'anno vengono presi in esame parametri nuovi come acquisti online, gap retributivo di genere, spesa in farmaci, consumo di suolo, anni di studio degli over 25 e indice della litigiosità nei tribunali.

Vien fuori che sono le Alpi il comun denominatore del buon vivere, visto che i primi sette posti della classifica sono occupati da province di montagna. E anche che il divario tra Nord e Sud tende sempre più ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia meridionale bisogna scendere fino al 52esimo posto di Oristano. Le aree centro-settentrionali, infatti, non solo ribadiscono i loro primati storici negli indicatori economici, dalla ricchezza al lavoro, ma guadagnano spazio anche in ranking, come demografia e tempo libero, un tempo appannaggio dei territori del Sud.

Milano resta al top per ricchezza e consumi, conquistando il primato nel Pil pro-capite, nell'importo medio delle pensioni e nei depositi bancari. I voti migliori per il consumo di suolo e l'emigrazione ospedaliera vanno invece a Sondrio, che guadagna il podio dell'area ambiente e servizi. Aosta è la provincia dove si sta meglio quanto a densità abitativa, mentre la provincia più sicura è Verbano Cusio Ossola. Firenze supera Roma e si aggiudica il primo posto per cultura e tempo Libero. Ma la grande sorpresa del 2017 è Ascoli Piceno, che nel ranking generale guadagna 27 posizioni, risalendo al 15esimo posto, e vince la medaglia d'oro nella categoria Lavoro e Innovazione.

Arretrano alcune grandi città: Milano perde 6 posizioni e scivola all’ottavo posto; Roma, che scende al 24° rispetto al 13° del 2016, e Torino, che retrocede al 40° posto. Napoli è 107esima su 110 province. Peggio, come detto, fa Caserta, diventato nuovo fanalino di coda, maglia nera dell'edizione 2017 dietro anche a Taranto. Al terz’ultimo c’è Reggio Calabria. A sancire il verdetto è il trend di fondo, che mostra, attraverso i risultati dei singoli indicatori, come il divario tra Nord e Sud del Paese tenda sempre più ad ampliarsi, tanto che per trovare la prima provincia del Sud e Isole bisogna scendere fino al 52° posto di Oristano

 

 

 

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