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Elezioni commercialisti, Fabozzi: "L'obiettivo e' rendere l'ordine una struttura partecipata"

01 / 11 / 2016

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Alessio De Felice

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Si riporta qui un estratto dell’intervista del dottore commercialista Luigi Fabozzi, candidato a presidente dell’ordine dei commercialisti con la lista Insieme a tutela della professione.

Buongiorno Dr. Fabozzi. La sua lista come arriva a queste elezioni?
Buongiorno. Sono soddisfatto della competizione, se così si può definire, che si è instaurata nei giorni scorsi con la presentazione della nostra lista e di quella a noi opposta ("Commercialisti Caserta, Rinnovamento e condivisione”, n.d.r.) e auspico un'elevata affluenza alle urne.

Lei è anche membro del consiglio uscente. Da cosa nasce il suo interesse politico?
Io ho iniziato ad interessarmi della categoria fin dagli anni ‘97/98 prima in ambito sindacale e poi come consigliere dell’ordine. Anche per questo, in onore alla passione che mi ha spinto ad iniziare questo cammino, in caso di elezione è mia intenzione interessarmi in modo particolare alle associazioni di categoria, della cui necessità - al fine di essere d’ausilio in tutte le iniziative a tutela dei commercialisti e della loro dignità e professionalità – sono fermamente convinto.

Insomma, Lei e la sua “squadra” siete pronti a dare il massimo
Assolutamente. Siamo consapevoli che ci attende – in caso di elezione – un rapporto estremamente impegnativo, e che raccogliamo una grande eredità. Per questo e per altri motivi, ho puntato su colleghi che hanno dimostrato, nel corso degli anni, la loro disponibilità e lo spirito di sacrificio nei confronti dell’ordine, e soprattutto una consolidata esperienza.

Ci vuole accennare un po’ i punti cardine del vostro programma?
Parlare di “punti cardine” è difficile e non del tutto corretto, visto che i compiti del consiglio dell’ordine dei dottori commercialisti sono già previsti dalla normativa. Ciò che caratterizza in positivo o in negativo è come questi compiti vengono svolti. Allacciandomi a questo discorso, potrei dire che quello che ci caratterizza più che un programma è un obiettivo, e uno dei nostri obiettivi finali è rendere il consiglio dell’ordine una struttura partecipata, ovverosia convincere quei colleghi che vedono, erroneamente, l’ordine come un ‘centro di potere’ che siamo tutti parte di questo ordine, e tutti abbiamo uno scopo. I metodi principali attraverso i quali voglio portare a termine questo obiettivo sono l’ulteriore valorizzazione delle commissioni di studio e, conseguenzialmente, delle misure di affiancamento/tutoraggio a favore dei colleghi più giovani e meno esperti. Le commissioni di studio devono essere motivo di coinvolgimento dei colleghi di maggiore esperienza e polo di attrazione per i giovani, che sono – come dal nome della lista si intuisce – il futuro della professione, ed è a loro che bisogna rivolgere la maggior parte dei nostri sforzi. Sono fermamente convinto della necessità di affiancare ai più giovani i professionisti di maggiore esperienza per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro, anche facendoci portavoce presso gli enti privati, pubblici e l’amministrazione giudiziaria al fine di un maggior conferimento – alle nuove leve – di incarichi giudiziari.

Una nota in chiusura?
Solo che il nostro programma rappresenta senza dubbio la continuazione di quanto già avviato dal consiglio uscente e dall’attuale presidente Pietro Raucci: presenta lo stesso ‘spirito’ ma viene naturalmente ampliato ed adeguato rispetto alle nuove problematiche, sorte nel corso del tempo, della categoria.

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