Continua a seguire NOI CASERTA anche sui Social Network

A Caserta si marcia per la Terra dei Fuochi. Il vescovo: "Siamo ancora luogo di morte". IL VIDEO

06 / 02 / 2016

|

Alessio De Felice

Stampa l'articolo


Invia l'articolo


Cgil, Cisl Uil avevano promesso un maggiore impegno, hanno pubblicizzato la loro manifestazione, e circa 300 casertani hanno risposto all'appello lanciato nei giorni scorsi. Il problema della sanità in Campania, ed in particolare a Caserta è molto sentito, soprattutto perchè si è recentemente registrato un aumento statistico delle morti per tumore, in particolare al colon retto, alla cervice uterna e alla mammella. In una lunga processione il 'cordone umano' ha attraversato via Roma, corso Trieste, via Mazzini per poi giungere in Duomo; durante il tragitto, i rappresentanti sindacali hanno espresso a chiare lettere il loro pensiero, a 360 gradi: nei confronti del governatore De Luca (al quale viene richiesto un intervento forte e deciso contro le difficoltà economiche dei reparti oncologici e della sanità in generale), nei confronti del precariato e nei confronti di una materia fondamentale - la sanità - che soprattutto a Caserta è oggetto di numerosi tagli, che portano medici e personale paramedico ad una vita di incertezze. Lo Screening Oncologico è una delle novità recentemente apportate dall'ASL casertana, sicuramente un passo avanti ma non sufficiente per rimediare ad anni ed anni di scorie. Arrivati in Piazza Duomo, i manifestanti sono entrati in chiesa dove è stata officiata la Santa Messa presieduta dal vescovo Giovanni D'Alise, il quale, in una toccante omelia, ha voluto così esprimere la sua vicinanza: "Vi accolgo con gioia e partecipo alle vostre intenzioni nel marciare per motivi forti, e soprattutto per questa sosta nella vostra casa, che è il Duomo. La Cattedrale è la casa per eccellenza, per tutti. Voglio ricordare in questa sera speciale, i tanti giovani defunti che ci sono stati in questo tempo soprattutto a casa della nostra terra in mille modi martoriata ... fisicamente, moralmente, politicamente e socialmente. La storia della nostra terra è una storia di negligenze, una storia di errori, di criminalità, e soprattutto una storia che ancora chiede a ciascuno di noi cosa far per risolversi: denunciare, o solo pregare? Il discorso è impegnativo e serio. Io ho voluto ascoltare la piattaforma che vi ha portati qui, ho ascoltato le vostre richieste e le condivido in fondo: non possiamo lavarcene le mani, non possiamo per le tante morti, non possiamo perchè riguarda ognuno di noi. La Campania deve tornare ad essere luogo di vita, e non più di morte". Dopo il Vescovo, ha preso parola Giovanni Letizia, Segretario Generale CISL, per lasciare il suo personale messaggio: "Guardandovi tutti qui, non riesco a non avere un po' di ottimismo. Il nostro auspicio è quello di essere sempre più vicini alla comunità dei lavoratori. Se riusciremo a rimanere tutti uniti, questa terra oggi così maltrattata potrà tornare ad essere terra di vita, vita per i giovani come per gli anziani". In chiusura, un ultimo pensiero del Vescovo: "Io ho accolto voi (sindacati, n.d.r.) perchè voi avete accolto me per prima, nel momento in cui siete venuti a chiedermi aiuto mi avete accolto e mi avete reso contento. Questo momento può costituire un avvicinamento tra i sindacati e la Chiesa: io prego il Signore affinchè nasca un momento nuovo nel segno della collaborazione. Per anni ci siamo guardati diversamente, da lontanto, ed adesso penso ancora di più che si possa fare qualcosa per dare una svolta a questa situazione. E' difficile, ma da credente vi ricordo che il piccolo Davide con un ciottolo abbattè il gigante Golia, armato fino ai denti..."

caserta fiaccolata sindacati sanita terra dei fuochi vescovo
© Riproduzione Riservata

POTREBBE INTERESSARTI

clicca qui per ridurre


ARTICOLI CORRELATI

Seguici


Per offrirti il miglior servizio possibile il giornale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies.